Comunicazione al servizio della verità?

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Una tavola rotonda sul tema Comunicazione al servizio della verità e dell’uomo con la partecipazione dei responsabili delle quattro testate locali (Il Carlino con Cristiano Bendin, Telestense con Dalia Bighinati, la Voce di Ferrara con don Massimo Manservigi e La Nuova Ferrara con il direttore Stefano Scansani) chiamati a confrontarsi con S.E l’Arcivescovo Luigi Negri. Questa l’iniziativa promossa, venerdì 28 febbraio, a Casa Cini da Ucsi Ferrara con Alberto Lazzarini e dall’ Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, guidato da Don Massimo Manservigi, direttore de La Voce di Ferrara- Comacchio.

“Chiamare a confronto i responsabili di alcune fra le principali testate giornalistiche – stampa e tv – ferraresi è stata un’idea vincente, hanno detto i relatori inviati ieri sera all’incontro che si è tenuto a Casa Cini sul tema Comunicazione a servizio della verità e dell’uomo.“Il mondo d’oggi vive di comunicazione, come hanno osservato Dalia Bighinati e Don Massimo Manservigi, ma la comunicazione parla sempre troppo poco e troppo poco criticamente di se stessa”. Alberto Lazzarini presidente della Commissione Cultura dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e responsabile locale dell’Ucsi locali ha aperto l’incontro richiamando il messaggio inviato alla comunità cattolica dal Santo padre e da Benedetto XVI per la 48ª Giornata Mondiale Delle Comunicazioni Sociali, dal titolo Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro.

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Un appello che ha innescato le riflessioni sui rischi cui è esposto, nell’era delle tecnologie e del bombardamento mediatico, il mondo dell’informazione. Punto di partenza, il linguaggio, esposto  per chi vive e lavora anche in una tranquilla e sonnolenta città di provincia come è Ferrara, a tentazioni di varia natura: la banalizzazione e l’eccesso di semplificazione per Cristiano Bendin, la scarsa consapevolezza del peso delle parole e la povertà culturale per Dalia Bighinati, l’accerchiamento di blogger che si improvvisano giornalisti e si trincerano dietro l’anonimato per Stefano Scansani, mentre, ha aggiunto, “I giornalisti delle testate locali continuano a metterci la loro faccia”.

“La pervasività dei new media, la loro velocità,  ha decretato la morte del giornale di carta, ha aggiunto il direttore de La Nuova Ferrara, contestato su questo punto da un più ottimista Cristiano Bendin, ma non sappiamo se sia una conquista o una perdita”. In questo senso il mondo dell’informazione locale, certamente privo sia dell’alone eroico del giornalismo di trincea, sia di quello più audace del giornalismo di inchiesta o più spregiudicato delle testate nazionali, sostenute da grossi gruppi economico-politici, non è per nulla idilliaco.

Fra pressing dei cittadini, tirannia del pubblico, condizionamenti più o meno soft dell’establishment e del mercato, che spazio potranno avere allora nel giornalismo delle testate locali la verità e il servizio all’uomo? Lo spazio, è stata la risposta di tutti, che gli riserva la coscienza di ciascuno: una forte etica della responsabilità ( Bendin), molta gavetta e la scuola dei maestri ( Scansani), il coraggio di rifiutare narcisismo o superbia e le facili scorciatoie ( Bighinati). Il piacere di allargare gli orizzonti propri e altrui senza pregiudizi. Queste le possibili leve. Conquiste non facili, per le quali, ha commentato Mons. Negri, servono una formazione robusta e un forte senso morale. Sempre che si voglia mettere al centro di ciò che si scrive o si racconta per immagini il rispetto per il lettore/telespettatore, la sua intelligenza e le sue emozioni.

“La verità non è un dato di fatto, ha concluso l’arcivescovo Mons. Luigi Negri ( alle spalle un’esperienza lunghissima di formatore di giovani, di magistero ecclesiastico ed episcopale e di pubblicista), ma una tensione che deve animare chi sa di avere a portata di mano potenti strumenti di informazione e formazione”. “Amate i vostri lettori/ tele spettatori” , ha concluso l’arcivescovo, sottolineando la dimensione antropologica di una  professione che , al pari di quella dei docenti, dei politici, degli educatori, si realizza nell’incontro dell’uomo con l’uomo. La verità, in questa ottica, ha ribadito Mons. Negri, è nella continua tensione a rappresentare i fatti per come sono o cercando, comunque, di andare a fondo, senza farsi prendere la mano dall’ideologia.

D. Bighinati

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