Cona, continuano le polemiche sulla riorganizzazione della emergenza

Botta e risposta tra sindacato della funzione pubblica della Cgil e direzione generale S.Anna sulla riorganizzazione del reparto di emergenza- urgenza e del pronto soccorso a Cona. Un dibattito che innesca anche l’intervento della politica ferrarese

Si alzano i toni fra la funzione pubblica aderente alla Cgil e la direzione generale dell’Azienda Ospedaliero-universitaria S.Anna in merito alla riorganizzazione del reparto di medicina d’urgenza e del pronto soccorso di Cona. Un botta e risposta, quello fra sindacato e dirigenza che ha inevitabilmente innescato il dibattito politico ferrarese

Tutto nasce dall’accusa di ‘silenzio assordante’ di istituzioni, associazioni e politica nei confronti della riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza del nuovo ospedale S.Anna di Cona. In una lettera i responsabili della sanità della funziona pubblica della Cgil chiedono un ripensamento, se non addirittura la cancellazione, della riorganizzazione che la dirigenza di Via Aldo Moro sta attuando dal 2 dicembre. “Un riassetto –ha spiegato Tiziano Carradori- per rispondere all’alta percentuale di ricoverati sugli accesi al pronto soccorso, registrata lo scorso settembre, aumentata nei mesi invernali con il picco influenzale”. La diminuzione dei posti letto infatti non ha dato risposte adeguate ad una domanda di ricoveri che invece aumentava “portando le condizioni operative vicino alla saturazione” sottolinea Carradori.

Con la riorganizzazione si decide anche di accorpare i reparti di  medicina d’urgenza e chirurgia d’urgenza portandoli dalla parte opposta dell’ospedale e dal Pronto Soccorso. “Un modello incomprensibile spiega il sindacato che oltre ad umiliare il lavoro di medici, infermieri ed operatori socio-sanitari, metterebbe a rischio anche la salute dei cittadini, dei pazienti costretti a vivere sulla propria pelle il pericolo evidenziato anche dai medici in una lettera inviata alla direzione generale, spiega Natale Vitali della Sanità fp-Cigl. “Non solo è sbagliata la collocazione degli spazi ma anche la dotazione organica e quella strumentale, perché mettere insieme in un unico contenitore due reparti significa anche attrezzarlo, aumentando anche la dotazione d’organico, che invece manca” conclude Vitali

Un botta e risposta, quello tra direzione generale e sindacati, che ha visto anche l’intervento di esponenti della politica cittadina. A partire dal Movimento 5 Stelle, con la consigliera Ilaria Morghen, che chiede le dimissioni del sindaco Tagliani e ribadisce che il partito dei grillini non ha mai taciuto i problemi della sanità provinciale. Da Giulia Bertelli, responsabile sanità del Pd arriva un sollecito ai vertici dell’azienda ospedaliera a confrontarsi con chi vive giorno e notte la realtà della medicina d’urgenza. Il sindaco TizianoTagliani con un comunicato secco ha parlato di ‘problematiche che sottendono problemi di relazione tra la direzione ospedaliera e la funzione pubblica della Cgil”. Affermazione quest’ultima che ha indispettito, e non poco, il sindacato di Piazza Verdi

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