Cona, Pinelli in aula con rito abbreviato

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E’ in una lettera inviata dopo la chiusura delle indagini preliminari da Marino Pinelli, all’attuale direttore generale Gabriele Rinaldi che sarebbero confermate le ipotesi della maxi inchiesta della Procura di Ferrara sui presunti appalti irregolari dell’ospedale di Cona. Nella lettera, Pinelli, che all’epoca dei fatti era il responsabile amministrativo del S.Anna, ha puntato il dito contro alcuni passaggi relativi alle varianti degli appalti, censurandoli. Proprio i costi, insieme all’ipotesi dell’utilizzo di cemento di scarsa durabilità, sono i filoni portanti della maxi inchiesta della pubblica accusa, secondo la quale, l’appalto degli ultimi lavori, tra il 2007 e il 2010, sarebbe costato 25 milioni in più rispetto ai 137 milioni stabiliti; sforando il 5% sulla base d’asta: costi che per la Procura sarebbero il prezzo dei lavori, per la difesa di Pinelli, sarebbe il prezzo previsto dal contratto.

Pinelli, che deve rispondere di abuso d’ufficio e di altri capi di imputazione, è stato interrogato, davanti al giudice Silvia Marini, per tre ore e mezzo dai due pm che seguono l’inchiesta, Patrizia Castaldini e Nicola Proto e controinterrogato dal sul legale Lorenzo Muracchini. E’ su consiglio del suo avvocato che Marino Pinelli, a differenza degli altri undici imputati, ha chiesto ed ottenuto il rito abbreviato: in pratica un processo in udienza preliminare con gli elementi acquisiti sino ad oggi, sia da pubblici ministeri che dalla difesa. Si tornerà in aula il prossimo 6 febbraio: il giudice Marini, oltre alla sentenza per il rito abbreviato di Pinelli, dovrà scegliere se andare in dibattimento, oppure il non luogo a procedere.

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