Concessioni balneari, scadenza anticipata di dieci anni: le reazioni

Riforma concessioni balneari, dopo il passaggio in Consiglio dei ministri, ieri, è ufficiale l’anticipazione di dieci anni della scadenza.

Un provvedimento che interessa decine di imprenditori sul litorale comacchiese e tutto l’indotto che creano soprattutto d’estate i circa 150 stabilimenti balneari ai lidi.

Ci sono già i primi commenti della politica. “Una buona base di partenza ma è fondamentale l’ascolto delle Regioni”. Così l’assessore regionale al Turismo e Commercio, Andrea Corsini, commenta il via libera in Consiglio dei ministri alla riforma delle concessioni balneari dopo la sentenza del Consiglio di Stato che anticipa al 31 dicembre 2023, 10 anni prima rispetto a quanto aveva stabilito la legge nazionale n. 145 del 2018.

lido lidi comacchio mare spiaggiaLa scadenza delle attuali concessioni prevede quindi una rapida predisposizione dei bandi di gara da parte delle amministrazioni comunali.

Tra le richieste della Regione Emilia-Romagna, per i prossimi passi, “impensabile che entro il 2023 i Comuni facciano le procedure selettive, occorre prevedere almeno un anno in più per predisporre le procedure selettive”.

Corsini chiede “necessari correttivi sui tempi e che si tenga conto delle specificità delle diverse realtà territoriali”.

In particolare, nel provvedimento del Cdm, sarebbe stato riconosciuto il valore aziendale dell’impresa balneare, la remunerazione degli investimenti realizzati, il riconoscimento dell’esperienza maturata negli ultimi cinque anni nella gestione degli stabilimenti, la tutela del lavoro, il riconoscimento e la salvaguardia delle piccole imprese che rappresentano la quota maggiore della nostra realtà aziendale.

Sempre secondo per l’assessore va eliminato dal provvedimento il frazionamento delle concessioni balneari che, almeno per l’Emilia-Romagna, porterebbe a una impraticabilità della norma.

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