Concessioni balneari, operatori settore: “Nuove procedure di gara devono tutelare chi ha investito”

Ascom, Cna, Confartigianato e Confesercenti incontrano i consiglieri regionali Fabbri e Zappaterra presso la sede Cna

Il Consiglio di Stato ha stabilito che le concessioni balneari vengano riassegnate con procedure di evidenza pubblica entro la fine del 2023.

Ora è fondamentale che le nuove procedure di gara tutelino gli interessi degli attuali concessionari, e riconoscano la mole di investimenti che hanno effettuato, anche in tempi recenti. Altrimenti si rischia di cancellare migliaia di imprese turistiche con tutto l’occupazione e l’indotto che producono.

E’ questa la prima richiesta che i balneari della provincia di Ferrara rivolgono al mondo politico e istituzionale: “non chiediamo certo di violare i principi della libera concorrenza – spiegano – ma solo di riconoscere gli investimenti fatti, il denaro speso, i contributi pubblici impiegati, e il valore di ciò che abbiamo creato negli stabilimenti balneari: strutture e attrezzature di valore che potrebbero essere utilizzate anche dai futuri concessionari”.

Martedì pomeriggio, presso la sede Cna di Ferrara, i rappresentanti dei balneari nelle Associazioni di categoria ferraresi hanno incontrato i consiglieri regionali Marcella Zappaterra e Marco Fabbri. Un incontro richiesto dagli stessi consiglieri regionali e finalizzato a raccogliere i suggerimenti e le richieste degli attuali gestori degli stabilimenti balneari, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha escluso l’estensione delle concessioni fino al 2033. All’incontro erano presenti: Giorgio Zavatti per Ascom Confcommercio; Nicola Ghedini e Linda Veronese per CNA Balneari; Vittorio Origlia e Riccardo Mantovani di Confartigianato Balneari Ferrara; Roberto Bellotti e Luca Callegarini di Confesercenti.

Le Associazioni dei balneari chiedono che le future gare riconoscano un punteggio adeguato, sulla base degli investimenti effettuati, agli attuali concessionari che intendono concorrere per una nuova assegnazione; chiedono inoltre che sia previsto un indennizzo del concessionario uscente per le strutture/attrezzature di sua proprietà che lascia al nuovo concessionario. Infatti nei nostri Lidi, molto più che altrove, gli stabilimenti balneari occupano un ruolo centrale nell’animazione turistica. Per questo si sono attrezzati per garantire servizi a tutto tondo, dalla ristorazione, allo sport all’intrattenimento serale: hanno allestito molteplici strutture autorizzate che andranno messe a valore.

Le associazioni hanno sottolineato un altro punto di grande importanza: l’efficienza della macchina pubblica che dovrà gestire le future gare per le concessioni. E’ probabile che questo impegno sia in capo alle Amministrazioni Comunali, e questo genera concrete preoccupazioni. Il Comune di Comacchio si trova oggi in forte ritardo nella gestione delle pratiche demaniali: le associazioni da tempo chiedono un servizio efficiente e pienamente funzionante, che ora diviene ancora più urgente.

In conclusione, le associazioni hanno posto ai consiglieri Zappaterra e Fabbri un tema che dovrà essere affrontato anche a livello Regionale e di Governo: bisogna andare verso una riforma del Demanio che non affossi le migliaia di imprenditori balneari e i loro dipendenti. “Gli attuali concessionari – hanno spiegato i rappresentanti dei balneari – sono imprenditori veri, che pagano le tasse, rispettano tutte le normative vigenti e producono indotto e occupazione. Le concessioni che hanno ricevuto le hanno pagate, onorate e valorizzate in chiave turistica. Per questo chiedono che i loro interessi siano riconosciuti e tutelati”

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