Confartigianato: “aziende ferraresi vittime dei controlli”

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Confartigianato Ferrara lancia un allarme sui controlli subìti dalla imprese ferraresi durante l’Estate: “sono eccessivi, l’errore che viene trovato è spesso senza dolo ed una multa da migliaia di euro, per una inesattezza, rischia di far chiudere l’azienda”.

 

Pubblicizzare e divulgare, almeno periodicamente, i risultati finali dei controlli subiti da aziende ed imprese, realizzando delle banche banche dati, in maniera tale da migliorare informazioni da condividere.

E’ la richiesta che Confartigianto Ferrara rivolge agli organi di vigilanza delle amministrazioni pubbliche dopo i controlli sulle imprese che l’associazione di Via Veneziani definisce ‘eccessivi’

“Le imprese in questi mesi estivi, oltre alla tassazione, sono state vessate da controlli che hanno avuto il merito di potenziare il già radicato clima di sfiducia”, spiega Confartigianato. L’associazione ha registrato un aumento dell’attività di verifica da parte degli organi di vigilanza: dall’Asl all’Arpa, dall’Ispettorato del Lavoro alla Polizia Municipale, dalla Stradale ai Carabinieri sino alle Guardie Provinciali. Controlli, all’interno delle imprese, relativi all’applicazione delle norme su ambiente, sicurezza, salute e lavoro.

“Tutto legittimo, ci mancherebbe, le regole vanno rispettate e salvaguardate senza deroghe – continua Confartigianato. C’è tuttavia una grossa forbice tra l’errore, spesso formale (e quindi senza dolo) e le sanzioni. Una per tutte: 45 mila euro per due violazioni uguali nell’arco di 3 mesi.”

Dall’analisi dei verbali di sopralluogo, emerge che spesso, le norme non sono rispettate perché non conosciute. “C’è carenza di informazione, dice l’associazione di Via Veneziani, soprattutto nel comparto ambiente/rifiuti suscettibile di continue modifiche. L’errore, involontario, e che certo non riguarda la tutela dei lavoratori, diventa reato. Gli stessi organi che compiono i controlli non hanno un’adeguata formazione: i titolare di azienda, per fare valere le loro ragioni, sono costretti a ricorsi che si traducono in dispendio di energie, danaro, tempo. Da sottolineare inoltre che il tutto avviene nella totale assenza di trasparenza: i controlli non vengono anticipati, ma effettuati a sorpresa, secondo un principio che privilegia la repressione, invece che la prevenzione” lamenta Confartigianato

“Se i controlli non servono solo a fare cassa –dice l’organizzazione degli artigiani- allora sarebbe bene inaugurare modi diversi di verifica. Si continua a ‘punire’ gli imprenditori partendo dal presupposto che c’è la loro volontà loro di non ‘stare alle regole’. E questo è sbagliato. Una multa da migliaia di euro per una inesattezza, può essere la goccia che fa traboccare il vaso e portare un’azienda, nella maggior parte piccole, a chiudere. E senza aziende non c’è lavoro. Perché gli imprenditori, conclude Confartigianato, vogliono produrre non solo fatturato ma anche occupazione”.

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