Emergenza settore moda, l’appello di un imprenditore: “Riaprire il 4 maggio”

“Sono un piccolo imprenditore del settore moda e commercio al dettaglio che dopo aver preso atto dell’ultimo aggiornamento del Governo riguardo alle nuove misure Covid 19, si è molto allarmato per le prospettive della categoria”.

Il commento di Paolo Barbieri titolare di storica attività di pelletteria nel centro città e aderente a FISMO Confesercenti, che prosegue:

“Quasi tutti i settori lavorativi stanno pagando un alto prezzo per superare la situazione creata dal Covid 19, ma non per tutti le ricadute saranno le medesime, il settore della moda, ad esempio rischia un vero collasso per i motivi che vado ad esporre.

Gli articoli di moda sono per loro stessa natura soggetti a perdita di valore nell’arco di pochi mesi, e dobbiamo pensare che i negozi sono alla fine della filiera della moda, ma ne sono anche all’inizio.

Credo sia inutile aprire solo le aziende di produzione se poi i negozianti loro clienti sono costretti a cancellare gli ordini o non riescono a pagare le forniture.

La riapertura programmata per il 18 maggio dei negozi del settore moda (abbigliamento, calzature e pelletteria), significa togliere quel filo di ossigeno che potrebbe salvare il salvabile, non solo a negozianti ma a tutta la filiera.

Penso che in questo momento il nostro Governo non debba votare provvedimenti solo con i pareri scientifici, ma mettersi necessariamente a confronto con le associazioni di industriali, artigiani e, dei commercianti, compenetrando tutte le esigenze, quelle sanitarie ovviamente ma anche quelle della sopravvivenza economica

Il settore Moda è uno dei cardini dell’economia italiana, ma 70 giorni di chiusura dei negozi faranno sicuramente morire un grandissimo numero di aziende della Filiera, l’effetto Domino sarà inevitabile e devastante.

La chiusura degli esercizi ha provocato la perdita delle vendite di un’intera stagione, la merce invenduta sarà obsoleta e la maggioranza dei commercianti che già erano in crisi prima del virus, non avrà i soldi per pagare i fornitori. I quali a loro volta non riusciranno a pagare i produttori, che non pagheranno i laboratori terzisti e i fornitori di materie prime e così avanti, a ritroso… la filiera è lunghissima e chi ha ancora respiro, ha il fiato corto.

Pensiamo a quante persone lavorano nel settore, a quanti rimarranno senza stipendio e dovranno ricorrere agli aiuti sociali. Chi finanzierà questi aiuti se le aziende chiuderanno e il PIL crollerà?

Alla conta delle vittime di questo virus si aggiungeranno aziende grandi e piccole e famiglie di tutto questo indotto, che non avranno più di che vivere.

Non togliamo altre due settimane di apertura ai negozi della Moda e lasciamoli riaprire , in sicurezza, ma già dal 4 Maggio.

Facciamolo per la sopravvivenza di tutte le persone che lavorano nel settore, e nel pieno rispetto della sicurezza di clienti e dipendenti”

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