Consiglieri in Provincia: l’identikit

Quasi la metà – 12 su 30 – dei membri dell’attuale consiglio provinciale provengono dall’impiego pubblico: dipendenti comunali come il PD Sergio Guglielmini di Copparo, come il capogruppo leghista Bergamini, dipendente della prefettura di Ferrara, o Cristiano di Martino, che lavora in Banca d’Italia.

Abbastanza nutrito è anche il drappello di coloro che, almeno attualmente, fanno della politica una professione: tra loro vanno annoverati i sindaci Minarelli, Paron e Fabbri (di Portomaggiore, Vigarano e Bondeno), il presidente del consiglio provinciale Trombini – dipendente dello Stato attualmente in aspettativa – e il segretario provinciale del PD Paolo Calvano, dipendente del partito con contratto a termine. Senza dimenticare Renata Chendi della federazione della sinistra , assessore a Lagosanto.

Purtroppo – ed è un segno dei tempi – in consiglio provinciale troviamo ance due disoccupati: sono Andrea Gaicomoni del PD, in mobilità da una azienda di logistica, e il giovane Alessandro Rorato dell’IDV, 28 anni, in cerca di occupazione dopo un’esperienza deludente come avvocato praticante.

In consiglio provinciale troviamo qualche professionista – agenti immobiliari, un medico, un commercialista; pochissimi imprenditori, tra cui Stefania Milani del PDL, e Giuseppe Magri, unico rappresentante in prima persona, in consiglio provinciale, dell’agricoltura ferrarese.

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