Consorzi, Cae approva bilancio. Perdita di 5,3 mln, di cui 3,5 per Popolare di Vicenza – VIDEO

Approvato sui territori il bilancio 2015 del Consorzio Agrario dell’Emilia.

I prossimo 8 luglio la presentazione in assemblea generale, dove sarà presentato anche il Piano Industriale Strategico. Un bilancio che registra una perdita di 5 milioni di euro, legati alla svalutazione di fondi ed azioni della Banca Popolare di Vicenza. L’eredità negativa della Banca Popola di Vicenza e il mercato del grano duro che oscilla costantemente sono le due cause principali della perdita di bilancio del 2015, pari a circa 5 milioni di euro, del Consorzio Agrario dell’Emilia. A spiegarlo è lo stesso consorzio che, dopo aver approvato il bilancio nelle assemblee territoriali lo presenterà, il prossimo 8 luglio, nell’assemblea generale.

Un’assise che dovrà illustrare ai tanti soci le prospettive di mercato a lungo e medio termine, sopratutto dopo le fusioni ed acquisizioni del Consorzio Agrario di Ferrara e della Cisac. Un bilancio che sarà accompagnato anche da un Piano Industriale Strategico che punterà su riorganizzazione ed attività mirate. Il bilancio di esercizio 2015 del Consorzio Agrario dell’Emilia per intanto si è chiuso con un valore della produzione poco più di 436 milioni di euro, di cui 227 milioni di ricavi. Un bilancio che fa i conti con alcune criticità costanti, come la fluttuazione dei prezzi dei prodotti che troppo spesso non coprono nemmeno i costi spiegano a S.Giorgio in Piano ma soprattutto con l’eredità negativa scaturita dei passivi della Banca Popolare di Vicenza. “Una vicenda finanziaria non ponderabile, spiegano al Consorzio, che pesa notevolmente sul bilancio 2015”. Una buona parte del passivo, ovvero 3,5 mln di euro sui 5, 3 mln complessivi riconducono infatti all’investimento in azioni Popolare di Vicenza, acquistate quando valevano l’una circa 60 euro ma che oggi valgono 10 centesimi.

Comunicato a cura del Consorzio Agrario dell’Emilia

11 consorzi caeIl Consorzio Agrario dell’Emilia ha approvato il bilancio a larga maggioranza nella complessità delle sue partecipate assemblee territoriali svoltesi in questi giorni in vista dell’assemblea generale prevista per l’8 di Luglio prossimo. Le prospettive di mercato a medio e lungo termine – forti di nuove acquisizioni e fusioni – e un rinnovato Piano Industriale Strategico ideato  – nel dettaglio – per i prossimi anni e volto alla riorganizzazione e al riequilibrio della struttura attraverso l’azione manageriale su attività mirate (che sarà presentato già nelle prossime settimane) hanno accompagnato – come novità più rilevanti – gli incontri di questi giorni in tutto il comprensorio CAE.

Il bilancio di esercizio 2015 – chiusosi con un valore della produzione di 436,3 milioni di euro (relativo al valore della produzione aggregata di cui 227 milioni sono i ricavi di CAE) mostra chiaramente la rinnovata solidità dell’impresa e il radicamento di una cooperativa moderna e multifunzionale che fa comunque i conti con alcune criticità come le costanti fluttuazioni dei prezzi dei prodotti (che troppo spesso , vista la crisi perdurante del settore, non coprono nemmeno i costi) e, straordinariamente per questo esercizio,  anche con la condizionante eredità negativa dei passivi scaturiti in modo imprevedibile alla vigilia dalla vicenda Banca Popolare di Vicenza che ha inguaiato numerose imprese e correntisti nell’ultimo anno. Una nota e spiacevole vicenda – non monitorata a dovere dagli organi di controllo BCE, Bankitalia e Consob – di cui il management del Consorzio Agrario sta monitorando costantemente i possibili sviluppi per un auspicabile recupero di investimento, anche in base a quanto sottoscritto alla firma dell’accordo e delle clausole di responsabilità sottoscritte; una vicenda finanziaria non ponderabile che pesa sul risultato di bilancio per buona parte del passivo 3.5 su 5,3 milioni complessivi.

Inoltre va segnalato anche che, sempre di più, nell’articolata composizione delle molteplici attività del Consorzio, sta assumendo progressivamente una notevole incidenza il ruolo giocato dal mercato del grano duro: un settore caratterizzato da dinamiche costantemente oscillanti per lo più influenzate globalmente da mutate e alterne condizioni metereologiche e da speculazioni improvvise che vanno a sovvertire regole non scritte di un mercato che non ha più nessuna delle caratteristiche rispetto al passato e che richiederà scelte immediate, nel breve periodo, anche in base ai repentini cambiamenti di condizioni e quotazioni. Anche su questo specifico settore il CAE presenterà a luglio un ampio  programma di azioni frutto di uno studio approfondito all’interno del Piano Industriale Strategico, verso il quale aumenta l’interesse e la curiosità di tutti i soci.

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