Consorzio Cona: imprenditori a processo

02 processo subappalti conaIl processo per i lavori dati in subappalto per la realizzazione dell’ospedale di Cona non è ancora iniziato ma già slitta al 24 di settembre. Alla base del rinvio c’è infatti il trasferimento del giudice che avrebbe dovuto tenere il dibattimento, Silvia Giorgi, che passerà alla Corte d’Appello di Bologna.

Il processo se fosse iniziato oggi sarebbe stato poi portato avanti dal nuovo giudice Alessandra Testoni, che sostituisce appunto la Giorgi, ma, per tale motivo, una delle difese si è opposta al passaggio di mano e di fatto ha obbligato il giudice ad effettuare subito un rinvio senza iniziare ad ascoltare i teste.

Sul banco di questo dibattimento siedono otto imputati. Si tratta di Progeste, il consorzio di imprese che vinse l’appalto per realizzare il nuovo ospedale di Cona, , ed altre otto imprese, alle quali la stessa Progestenel 2008 subappaltò alcuni lavori senza darne comunicazione all’azienda ospedaliera Sant’Anna.

La procura, le indagini furono coordinate dal sostituto procuratore Patrizia Castaldini, contestò inoltre alle aziende in subappalto di aver violato le procedure antimafia, previste per la realizzazione di grandi opere pubbliche. Le aziende in subappalto infatti al momento dell’incarico non presentarono la documentazione antimafia.

Su questo processo inoltre c’è un l’ombra del rischio della prescrizione. I reati contestati in questo procedimento prevedono un tempo di prescrizione che è di cinque anni dal momento in cui vengono contestati. E alcuni di questi reati contestati con il rinvio al 24 di settembre, se si tiene conto anche dei tempi di sospensione dovuti al terremoto, in autunno potrebbero già essere prescritti.

“Per quanto ci riguarda non esiste nessun reato di quelli che ci vengono contestati” spiega uno degli avvocati delle difese, Gianluigi Pieraccini, aggiungendo: “Per appalti con quel tipo di importi noi riteniamo che non fosse necessaria la comunicazione antimafia e lo spieghiamo in una memoria che abbiamo consegnato al giudice”.

L’azienda ospedaliera in questo processo si è costituta parte lesa. In aula è rappresentata dall’avvocato Marco Linguerri che prima che il giudice si pronunciasse sulla data del rinvio, ha fatto presente che per scongiurare il rischio di prescrizione sarebbe stato necessario tenere il dibattimento. in tempi molto ma molto ristretti. Se ne parla, tuttavia, a settembre.

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