Conti bloccati in Comune a Ferrara

La vicenda inizia nel mese di marzo del 1982. L’Italia, come dice l’assessore Marattin, doveva vincere ancora i Mondiale con Rossi e Tardelli, e l’attuale giunta era seduta sui banchi di scuola dalle materne alle superiori.

Chi invece sedeva sulla poltrona di primo cittadino in Piazza Municipale era Claudio Vecchi, sindaco socialista che trent’anni fa firmava l’ordinanza di esproprio di alcuni terreni nel quartiere di Villa Fulvia. Il progetto era quello di costruire edifici residenziali con l’edilizia convenzionata.

L’esproprio però non convinse il proprietario di quei terreni, l’imprenditore Alois Lageder, capo della dinastia di produttori vinicoli altoatesina che fece ricorso. Nella prima sentenza fu il Comune di Ferrara a vincere, per questo motivo probabilmente non si pensò all’ipotesi di mettere da parte, negli anni ottanta e novanta, una somma a copertura del credito.

Poi, un anno fa, inaspettatamente, arriva la sentenza di secondo grado, che ribalta la prima ed innalza l’indennità di esproprio dell’area di Villa Fulvia a poco meno di 1 milione e 600 mila euro.

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