Contro il lockdown totale dividere giovani e anziani?

Aumentano anche oggi  i contagi nel nostro Paese, al punto che comincia a farsi strada  l’ipotesi di un lockdown generalizzato. E mentre fioccano le critiche sui provvedimenti del Governo giudicati inadeguati, arrivano in diverse Regioni misure più restrittive e fa discutere la proposta di tre illustri economisti di separare giovani e anziani.

DPCM 24 ottobre 2020

Il Paese è fortemente disorientato, il trauma collettivo scompagina le abitudini e toglie lucidità.

Molti cittadini sono arrabbiati, mentre  si fa sempre più forte il timore che la speranza di rallentare il contagio, grazie alle misure di contenimento di tre Dpcm consecutivi,  faccia arrivare prima o poi  al lock down totale, sconfitti dal virus.

Per questo, mentre continuano le proteste degli imprenditori costretti a chiudere la propria attività, una parte crescente degli Italiani dice “ se  lock down dev’essere, meglio subito, per evitare il disastro vissuto da alcune aree del paese nei mesi di aprile e maggio”.

Che le misure adottate non stiano funzionando come dovrebbero, lo dicono i numeri in crescita di contagi, ricoveri e decessi. Le terapie intensive, che “il 9 marzo, giorno del lockdown di primavera, contavano  733 ricoverati, oggi ne contano quasi 1000”.

In cerca di salvare salute pubblica ed economia, opinionisti e politici non solo dell’ opposizione  cercano di trovare la causa scatenante dei contagi fra  elezioni, scuola, mezzi di trasporto pubblico,  luoghi che favoriscono la concentrazione delle persone, ma anche la mancanza di cautela e  i molti, che hanno a più riprese teorizzato l’inutilità delle mascherine, definite un vero e proprio oltraggio alle libertà individuali.

In mezzo a questo fragore mediatico, è  arrivata  in questi giorni la proposta di tre illustri economisti, firme de Il Foglio e del sito La Voce.info: Carlo Favero, Andrea Ichino e Aldo Rustichini

Per evitare il lockdown generale, sostengono,  si devono separare i giovani dagli anziani. “I primi non corrono grossi rischi,  su oltre 37 mila morti per Covid-19, solo 409 avevano meno di 50 anni e solo 19 meno di 30. I secondi, a partire dagli ultracinquantenni, sono considerati, invece,  più esposti al contagio o  fragili.

Per i tre economisti costringere gli over 50enni a starsene in casa, evitando di mescolarsi ai giovani, libererebbe il Paese dal rischio di un nuovo lockdown e dal collasso della Sanità. Certamente libererebbe i giovani, con un bel rovesciamento di prospettiva, dalla necessità di usare la massima cautela nei confronti del virus per evitare di infettare, senza volerlo, genitori, nonni e quant’altri over 50 si muovono in mezzo a loro.

Purtroppo ancora non sono reperibili i dati sulle età dei ricoveri in terapia intensiva, il luogo deputato a curare la malattia al suo massimo stadio di gravità. Qui Massimo Giannini, direttore de La stampa, che dopo il ricovero e ormai in via di guarigione non si stanca di esortarci alla prudenza, ci ha raccontato la  sofferenza,senza limiti di età, dei ricoverati.

Ma Giannini non è un economista, ha 58 anni e la speranza che vincano  sull’emergenza il rigore e la responsabilità di tutti.

Dalia Bighinati

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