Contro l’abbandono: meno spot e più educazione

Cani abbandonati

Chi pensa che uno spot contro l’abbandono del nostro amico peloso, divenuto improvvisamente ingombrante, possa servire davvero, alzi la mano.

Per quanto a nessuno possa venire in mente di dire, aboliamoli, è francamente difficile ipotizzare che a qualcuno possa venire in mente di liberarsi di Fido o micio, magari lasciandolo in un autogrill in autostrada, e poi farsi convincere a cambiare idea da una immagine o da un messaggio, per quanto abbiano la capacità di andare dritti al cuore. Mi auguro che l’infelicità che traspare evidente negli occhi di chi sta per essere abbandonato ad un destino atroce, sappia far sì che anche una sola persona, una sola famiglia, ci ripensi, ma personalmente, non ne sono convintissimo. Probabilmente, bisognerebbe che  le campagne contro questo fenomeno, che in realtà non appartiene solo al periodo estivo, fossero meno episodiche e, soprattutto, accompagnate da un puntuale lavoro con le scuole,  per coinvolgere i più giovani e, attraverso loro, gli adulti. Oggi, cani e gatti, senza dimenticare altri piccoli animali da compagnia, sono ormai diventati parte integrante della famiglia. Con loro condividiamo la quotidianità della vita, la loro e la nostra, vacanze comprese. Non dimentichiamo poi che agli animali, cani in particolare, spesso viene affidato anche un compito speciale, un vero e proprio intervento terapeutico, nei reparti di pediatria degli ospedali, come nelle strutture che ospitano gli anziani. Infine, va ricordato quale affetto sanno trasmettere e il rapporto che sanno instaurare con il loro amico a due gambe, quando questo è anziano, magari solo, e deve trovare, ogni giorno, un buon motivo per lavarsi, vestirsi ed uscire di casa incontro al mondo. Allora, bene, anzi benissimo, gli spot, ma però lavoriamo di più sull’educazione.

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