Contro le schiavitù del nostro tempo – VIDEO

Il 2 dicembre si celebra la Giornata internazionale per l’abolizione della schiavitù, istituita in ricordo della data di approvazione da parte dell’Assemblea generale della Convenzione delle Nazioni Unite per la repressione del traffico di persone e dello sfruttamento della prostituzione altrui, avvenuta il 2 dicembre 1949 ed entrata in vigore il 21 marzo 1950.

Il 18 dicembre del 1865 il tredicesimo emendamento della Costituzione americana aboliva, al termine di una sanguinosissima e terribile guerra, la Guerra di Secessione, la schiavitù negli Stati Uniti.

È passato un secolo e mezzo da allora, ma ancora oggi ci sono nel mondo milioni di esseri umani, le stime oscillano fra i 20 e i 40 milioni, sottoposti a “catene” visibili o invisibili.

Oltre un quarto sono minori: bambine e bambini costretti ai lavori forzati, vittime dei traffici sessuali o segregati come sguatteri o reclutati come soldati.

Si calcola International Labour Organizationi che il giro d’affari di questo fenomeno sia miliardario (150 miliardi di dollari l’anno) , anche se paura, ignoranza, povertà rendono approssimative queste stime, senza contare che è difficile distinguere fra schiavitù vera e propria e lavori riservati ai disperati del mondo.

Diverse organizzazioni criminali hanno fatto del reclutamento, trasporto, trasferimento di esseri umani da Paesi martoriati da guerre, povertà, disastri indotti dai cambiamenti climatici il loro core business in diversi continenti.

Le Nazioni Unite, con la Giornata internazionale, a partire dal 2008, ricordano al mondo le vittime della schiavitù, invitando alla consapevolezza dei rischi odierni, del razzismo e del pregiudizio. Un appello a cui non cessa di richiamare i credenti. Papa Francesco che ha sempre sostenuto la necessità di sradicare le cause più profonde, andando alla radice della schiavitù, combattendo quindi povertà, disuguaglianza, discriminazione

Individuando nella Istruzione e nella difesa della dignità delle persone gli strumenti indispensabili per combattere la schiavitù, secondo un’idea di trasformazione del mondo, che è il “messaggio più forte e ricorrente del suo pontificato.

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