Coopcostruttori: la Superperizia

Coopcostruttori iniziò a distruggere valore dal 1994 ma il dissesto partì quattro anni dopo.

Non lasciano dubbi le parole del superperito Claudio Gandolfo sul destino intrapreso da Coopcostruttori cinque anni prima del fallimento.

Gandolfo con Stefano Montanari sono i due periti incaricati dal tribunale di Ferrara per rispondere ad alcuni quesiti necessari a capire come fu gestita la ex cooperativa di Argenta ma soprattutto che cosa ha determinato il crac dell’azienda.

Oggi si è svolta una nuova udienza del processo Costruttori e ancora una volta, dopo il trenta marzo, a parlare, supportati dalla proiezione di tabelle luminose, sono stati i due tecnici della superperizia che ha analizzato sui conti di Costruttori.

Uno studio che di fatto dà ragione alla pubblica accusa: Costruttori era decotta già a partire dalla fine degli anni Novanta.

Il perito Gandolfo oggi ha spiegato alcune delle ragioni che hanno portato al crac: cantieri non redditizi, fino ad un certo punto erano in pareggio poi iniziarono ad essere sempre in perdita. Il fattore lavoro inoltre. I periti lo definiscono troppo rigido e causa dell’indebitamento fiscale dell’azienda nei confronti del personale.

La contabilità è un altro punto esaminato dai superperiti. Costruttori , secondo i tecnici, non aveva un sistema informativo adeguato per poter fornire i dati necessari e puntuali sulla salute dell’azienda.

Il bilancio infine: secondo i periti non era gestito con criteri di prudenza. Dal 1996 al 2002 i debiti della cooperativa triplicano e dal 98 la situazione diventa irreversibile, hanno dichiarato in aula i tecnici.

Affermazioni che sembrano confermare lo studio Finec che portò Conserte, proprio nel 1997, a negare il famoso prestito ponte che secondo il patròn Donigaglia avrebbe potuto salvare la Costruttori.

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