Coopcostruttori, le difese dei revisori

Il loro lavoro è sempre stato quello di fornire un parere e non un giudizio e per questo le società di revisione che di fatto non hanno mai fornito una vera e propria certificazione non possono essere condannate per il crac di Coopcostruttori.

Così le difese di due delle tre società di revisione oggi hanno spiegato alla corte le ragioni della loro innocenza nell’operato sui bilanci di Costruttori.

Nuova udienza oggi per il processo sul crac dell’ex cooperativa di Argenta, tenuta nell’aula B del Tribunale di Ferrara.

Davanti al collegio giudicante presieduto da Francesco Maria Caruso hanno parlato i legali di Uniaudit e Ria, gli avvocati Ferroni e Giarda.

Società di revisione che in aula rispondono attraverso tre dirigenti, che secondo la pubblica accusa, dal ‘93 al 2002, avrebbero certificato bilanci falsi e per tale motivo la stessa pubblica accusa aveva chiesto per loro una condanna di otto anni.

Società di revisione che anche in caso di condanna della sola dirigenza di Costruttori, per una richiesta tecnica inoltrata dalle parti civili al tribunale nel corso del processo, risponderanno in toto del risarcimento del danno alle stesse parti offese

Dopo le due società di revisione è toccato alla difese di Valentino Ortolani, vice-presidente di Costruttori fino al 1996, rappresentata dall’avvocato Gallerani e alle difese di tre membri del collegio sindacale, rappresentati dagli avvocati Linguerri, Nanni e Trombini.

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