Copparo: attracco fluviale, opportunità commerciale?

po-panoram-ppAmbiente lavoro e logistica, questo il tema dei lavori del convegno tenuto a Berra giovedì 20 giugno. A promuoverlo l’Unione Terre e Fiumi, la Regione Emilia Romagna, la Provincia di Ferrara e Aipo (Agenzia per il Po).

Dopo i saluti di Eric Zaghini, sindaco di Berra, che ha ricordato come il tema dell’attacco commerciale sul Po Grande sia un argomento dibattuto da molti anni, perché lo sfruttamento del fiume come via d’acqua è fondamentale per lo sviluppo di tutto il territorio. In un panorama generale dove la crisi mangia molta della nostra economia, l’utilizzo delle vie d’acqua potrebbe portare a grandi opportunità di carattere commerciale.

Nicola Rossi sindaco di Copparo si è soffermato sulle dinamiche del momento storico che stiamo vivendo, in un territorio che da sempre è abituato a fare le cose insieme, e mai come oggi si sente la necessità di progettare il futuro in modo strategico; l’utilizzo del Po grande come via d’acqua ha e avrà una valenza strategica, oggi ancor di più perché viene a mancare l’ombrello di sicurezza rappresentato da Berco, la nostra fabbrica, che in tutti questi anni ha però messo in ombra altre potenzialità del territorio. La realtà produttiva di Berco, anche se oggi in crisi, avrà con l’attracco fluviale una valida alternativa al trasporto su gomma.

«Ma il territorio ha grandi eccellenze imprenditoriali da cui partire, e l’Unione dei Comuni Terre e Fiumi ha tutte le capacità per accompagnare e favorire questo sviluppo. Occorre fare un salto in avanti, sfruttare questa opportunità, – ha concluso il sindaco di Copparo – ma dobbiamo fare presto, puntare i riflettori su queste eccellenze e fare qualcosa di importante».

Ivano Galvani, direttore di Aipo ha inquadrato l’argomento ricordando che il sistema idroviario esiste praticamente dalla fine degli anni settanta ed è diventato nazionale intorno agli anni novanta. Ferrara si trova in una posizione ottimale, tra il Volano e il Po, ma attualmente il trasporto fluviale è poca cosa, anche se in altri momenti ha avuto valori migliori e questo perché lo stesso sistema industriale si è impoverito.

«Il progetto che stiamo realizzando come AiPo – ha ricordato Galvani – prevede un attracco a Berra, MunicipioCologna, fruibile tutto l’anno, questo permetterebbe di ottimizzare l’esistente e di dare la possibilità di far navigare navi da 110 metri classificando il fiume di quinta classe, cioè con imbarcazioni da 3000 tonnellate, che vorrebbe dire togliere dalle strade molti camion.»

Galvani ha ribadito che Po, Reno e Danubio hanno caratteristiche di pescaggio e navigabilità molto simili, eppure Reno e Danubio trasportano molto di più del Po, invertiamo questa tendenza, utilizziamo correttamente questa risorsa.

Paolo Ferrecchi, direttore generale della Regione Emilia Romagna, in sostituzione di Alfredo Peri, assente per impegni improrogabili, ha sottolineato come la Regione stia portando avanti la fase attuativa della rete fluviale partita negli anni novanta, e di come oggi, le potenzialità delle “vie d’acqua” siano da tenere in grande considerazione, per questo la Regione Emilia Romagna favorirà concretamente la realizzazione di questa infrastruttura. Anche in previsione di un suo utilizzo per il corridoio Adriatico-Baltico, con prospettive commerciali europee nuove e potenzialmente importanti.

Ravenna, Bologna, Vienna, Danzica, entrare in questi corridoi vuol dire avere finanziamenti europei, che, ha ricordato Ferrecchi, si concentreranno solo su ferrovie e idrovie.

Inoltre, ha concluso Ferrecchi, da un punto di vista ambientale il risparmio è notevolissimo, i costi del trasporto via acqua, rispetto al trasporto su gomma, sono ridotti di un ventesimo e ogni nave equivale a circa 50 camion.

Lorenza Badiello, funzionaria della Regione Emilia Romagna a Bruxelles ha detto che per l’Unione Europea le vie navigabili sono una priorità perché si intrecciano con la strategia “Europa 2020” che punta a rilanciare l’economia dell’Unione Europea nel prossimo decennio.

«In pratica, l’Unione si è posta cinque obiettivi – in materia di occupazione, innovazione, istruzione, integrazione sociale e clima/energia – da raggiungere entro il 2020. Ogni Stato membro ha adottato per ciascuno di questi settori i propri obiettivi nazionali. Interventi concreti a livello europeo e nazionale vanno a consolidare la strategia.

Anche perché ora i progetti da presentare in Europa devono essere integrati non più monotematici.»

Badiello ha ribadito che sulle progettualità europee verranno stanziati molti fondi e soprattutto sui trasporti verdi e integrati.

A chiudere la giornata, Filippo Parisini, presidente dell’Unione Terre e Fiumi, che ha voluto sottolineare come in pochi anni il panorama, anche locale, sia profondamente e drammaticamente cambiato: nel 2008 c’era la piena occupazione, le banche locali erano solide e le idee e i progetti avevano disponibilità di finanziamenti.

Ma in cinque anni le cose sono cambiate, eventi naturali come il terremoto, fragilità del mondo economico e industriale, la perdita di quei finanziamenti, dirottati altrove, in altre parole la situazione è drammatica.

Accorato l’appello del presidente: «Non cerco fratellanza, ma compassione, come presidente dell’Unione Terre Fiumi affermo che il territorio è in ginocchio e io chiedo compassione, chiedo un sì per migliorare le infrastrutture, per realizzare l’attracco servono 2 milioni di euro, non 200 milioni, ma questo renderebbe molto più appetibile tutto il territorio.»

Occorre ampliare il campo visivo, fare rete con le altre città come Mantova, Ravenna, Ferrara. Avendo presente che gli insediamenti produttivi dell’intero territorio provinciale ne riceveranno solo benefici, compreso Berco, che potrebbe avere a pochi chilometri una soluzione semplice ed economica per le proprie merci, come giustamente ricordava il sindaco Rossi.

L’interesse di imprese private del territorio come Capa, è un fatto concreto, serve un impulso con una manifestazione di interesse pubblico-privato per realizzare l’attracco fluviale, per questo, ha concluso Parisini occorrono risposte certe, ferme e inderogabili.

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