Manifestazioni pubbliche, servizi e attività: quelle da sospendere e quelle che possono proseguire

regioneCoronavirus. Manifestazioni pubbliche, servizi e attività: quelle da sospendere e quelle che possono proseguire.

Ecco i chiarimenti applicativi dell’Ordinanza del ministro della Salute e del presidente della Regione, in vigore in Emilia-Romagna fino al 1^ marzo

Stop a tutte le manifestazioni e le iniziative che, comportando l’afflusso di pubblico, esulano dall’ordinaria attività delle comunità locali. Il testo trasmesso dalla Regione alle Prefetture. Le autorità territoriali competenti potranno disporre ulteriori prescrizioni, in ragione di particolari esigenze delle comunità locali

Messi nero su bianco i chiarimenti applicativi dell’Ordinanza emanata ieri dal presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza, per contrastare e contenere la diffusione del Coronavirus, che rimarrà in vigore in tutte le sue parti – a smentita di false notizie circolate sui social network – fino a domenica 1 marzo.

In particolare, nel testo che la Regione ha già inviato a tutte le Prefetture, voluto dal presidente Bonaccini accogliendo le sollecitazioni arrivate dai sindaci, si forniscono precisazioni sul punto (articolo 1, comma 2, lettera A) relativo a quali attività, iniziative e manifestazioni devono essere sospese, o quali al contrario possono continuare a svolgersi regolarmente.

Le manifestazioni pubbliche sospese

Sono da ritenere sospese tutte quelle manifestazioni e iniziative che, comportando l’afflusso di pubblico, esulano dall’ordinaria attività delle comunità locali; si fa riferimento ad eventi e manifestazioni di natura sportiva, culturale, sociale, economica e civica, laddove esulino dall’ordinario esercizio delle attività stesse. Vanno sospese

–          manifestazioni, fiere e sagre, attrazioni e lunapark, concerti, eventi sportivi che prevedano la presenza di pubblico (campionati, tornei e competizioni di ogni categoria e di ogni disciplina);

–          attività di spettacolo quali rappresentazioni teatrali, cinematografiche, musicali, ecc., ivi comprese le discoteche e le sale da ballo.

Le attività che proseguono

In via generale, non sono invece ricomprese in tali attività quelle che attengono all’ordinario svolgimento della pratica corsistica e amatoriale (corsi di varia natura e allenamenti sportivi). Si precisa che potranno dunque rimanere aperti:

–          i luoghi di svolgimento dell’attività corsistica ordinaria di vario tipo (es. centri linguistici, centri musicali e scuola guida);

–          gli impianti sportivi (centri sportivi, palestre pubbliche e private, piscine pubbliche e private, campi da gioco, ecc.);

–          e in generale tutte le strutture quando le attività non prevedano aggregazione di pubblico (“porte chiuse”) o eccezionali concentrazioni di persone.

Sono escluse dalla sospensione anche:

–          tutte le attività economiche, agricole, produttive, commerciali, di servizio e ricettive, ivi compresi i pubblici esercizi e le mense, ad eccezione di quelle richiamate di pubblico spettacolo e degli eventi e manifestazioni promozionali (fiere, mercati straordinari, meeting e convegni, sfilate, ecc.) che pertanto saranno sospesi.

–          Le attività corsistiche aziendali, laddove non comportino significative concentrazioni di persone.

–          Le attività svolte da guide e accompagnatori turistici.

In via generale, non sono sospesi gli ordinari mercati settimanali.

Attività di preminente carattere sociale: quelle non sospese

Una particolare attenzione va prestata alle attività di preminente carattere sociale. Non possono essere pertanto ricomprese nella sospensione in via generale, attività di sostegno e supporto alle persone anziane e diversamente abili (es: servizi semiresidenziali e Centri diurni).

Non si intendono sospese le celebrazioni di matrimoni ed esequie civili e religiose, anche in linea con le disposizioni adottate dalle diocesi della regione.

Non possono essere inclusi nella sospensione, in via generale, neppure i Centri di aggregazione sociale (circoli ricreativi, centri sociali, centri giovani, centri anziani, orti urbani, ecc.) per la parte di ordinaria attività.

Corsi professionali e servizi per il lavoro

L’Ordinanza (alla lettera B dell’art.1 comma 2) prevede tra l’altro la chiusura dei corsi professionali. Risulta in tal senso sospesa l’erogazione delle attività di formazione rivolte ad un gruppo classe, mentre i servizi per il lavoro erogati in forma individuale (quali colloqui di orientamento) potranno svolgersi regolarmente.

Dalle Autorità territoriali possibili ulteriori prescrizioni

Resta facoltà delle autorità territorialmente competenti disporre ulteriori e specifiche prescrizioni, laddove necessarie in ragione di particolari esigenze delle comunità locali.

Il Prefetto Michele Campanaro ha presieduto stamane a palazzo don Giulio d’Este la riunione del Centro coordinamento soccorsi per fare il punto sulla situazione dell’emergenza “Coronavirus” nella provincia estense, alla luce delle disposizioni contenute nell’ordinanza contingibile e urgente emessa nella serata di ieri a firma congiunta del Ministro della Salute e del Presidente della Regione Emilia Romagna per contrastare e contenere la diffusione del virus.

All’incontro erano presenti la presidente della Provincia Barbara Paron, il Sindaco di Ferrara Alan Fabbri e tutti gli altri Sindaci della provincia, il Questore Cesare Capocasa, il Comandante provinciale Carabinieri Gabriele Stifanelli, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Cosimo D’Elia, il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco Antonio Marchese, il Direttore Generale dell’Azienda USL Claudio Vagnini, il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara Tiziano Carradori e la Responsabile della Sede operativa provinciale dell’Agenzia Regionale di protezione Civile Alceste Zecchi.

Il quadro complessivo emerso dal tavolo rappresenta una situazione che, al momento, non desta preoccupazione; tuttavia, anche in relazione alla relativa prossimità di alcuni territori dove sono in atto focolai di diffusione del virus, è massima l’attenzione di tutte le componenti del sistema preposto alla tutela della salute e della sicurezza pubblica per contrastare l’evolversi della situazione epidemiologica.

“Un vertice necessario per affinare il coordinamento ed essere pronti a gestire al meglio qualsiasi eventuale caso di positività al coronavirus in questa provincia. È importante in questa fase non generare ingiustificati allarmismi e, al contempo, adoperarsi con la massima attenzione per garantire la salute e la sicurezza dei cittadini – ha affermato il Prefetto – Il nostro sistema, così come evidenziato dagli interventi a questo tavolo dai Direttori Generali della Aziende USL e Ospedaliero Universitaria, è pronto ad affrontare le situazioni più critiche che, al momento, sono state escluse, all’esito dell’esame dei tamponi, tutti negativi. Come indicato dal Ministero della Salute, in caso di dubbi sui sintomi avvertiti, la popolazione è invitata a contattare esclusivamente i medici di base o a rivolgersi al numero 1500, in attesa della imminente attivazione del numero verde del Servizio Sanitario della Regione Emilia Romagna, evitando il congestionamento dei Pronto Soccorso”.

Nel corso della riunione, le autorità sanitarie hanno assicurato il potenziamento degli organici nelle strutture che operano in prima linea nella gestione dell’emergenza, così come, anche a maggior tutela di tutto il personale ospedaliero coinvolto, saranno ripetuti gli specifici esami di accertamento diagnostico della patologia influenzale COVID-19 (tampone) su tutti i pazienti affetti da polmonite interstiziale, attualmente ricoverati negli ospedali della provincia.

Amministratori locali, autorità sanitarie e di protezione civile sono, quindi, stati invitati dal Prefetto alla scrupolosa osservanza delle indicazioni fornite con l’ordinanza assunta nella serata del 23 febbraio congiuntamente da Ministro della Salute e Presidente della Regione Emilia Romagna, relative, in particolare, alla chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, alla sospensione dei viaggi di istruzione, alla sospensione dei servizi di apertura al pubblico dei musei ed alla sospensione di manifestazioni, iniziative, eventi e forme di aggregazione in luogo pubblico o privato. Casi particolari, non esplicitamente chiariti in ordinanza, sono stati sottoposti alla cabina di coordinamento regionale, istituita dalla Regione Emilia-Romagna.

Un pensiero su “Manifestazioni pubbliche, servizi e attività: quelle da sospendere e quelle che possono proseguire

  • 25/02/2020 in 11:53
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    Credo che abbiamo bisogno di qualche consiglio non posso certo parlare per gli altri l’importante è che non si creino eccessive suggestioni negli abitanti di altre città che penso spetta al bollettino informare!

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