Coronavirus e cardiologia, Prof. Ferrari: “Infarti calati del 54% ma i pazienti non vengono in ospedale” – INTERVISTA

L’ Emergenza Coronavirus di questi mesi sta provocando conseguenze sulle malattie cardiovascolari. In due mesi gli infarti al S.Anna di Ferrara sono calati del 54% perché le persone hanno paura di andare in ospedale ed infettarsi con il Covid-19 “In ospedale esistono percorsi differenziati per la sicurezza dei pazienti” hanno spiegano i cardiologi molto preoccupati per il rischio di infarti ‘consumati’ a casa


Cardiologia e Coronavirus, al S.Anna di Cona gli infarti calando del -54%. Roberto Ferrari (Direttore dell’Unità Operativa): “Andare in ospedale è fondamentale per limitare le conseguenze (che possono essere anche drammatiche) di un infarto consumato a casa”

Da un’analisi degli accessi, presso l’Ospedale di Cona, per infarti del miocardio di febbraio e marzo 2019 (nr.164) e quelli degli stessi mesi del 2020 (nr.76), si evince che si sono presentati ben 88 pazienti in meno, pari al 54%. Come è possibile?

Forse l’epidemia che stiamo attraversando ha ridotto gli infarti? Magari fosse così, ma non lo è. Anzi, dovrebbe essere vero il contrario considerando l’ansia e lo stress generati dal virus nella popolazione.

Probabilmente i pazienti, spaventati dai primi messaggi all’inizio dell’epidemia di non recarsi al pronto soccorso e da una campagna mediatica circa la possibilità di infettarsi in ospedale, sono restii a recarsi in ospedale o a chiamare l’ambulanza. Questo è sbagliato e molto rischioso.

“Andare in ospedale -afferma il prof. Roberto Ferrari, Primario della Cardiologia dell’Ospedale di Cona- è fondamentale per limitare le conseguenze (a volte anche drammatiche) di un infarto consumato a casa.

Cona oggi è un ospedale sicuro. Al pronto soccorso, quando il paziente è sospetto di aver contratto il coronavirus, segue, in totale sicurezza, un percorso dedicato. Nel caso di un infarto (che si manifesta in genere con un dolore al petto, sudorazione e stato d’ansia, batti cuore etc..), a Ferrara non si passa neppure per il pronto soccorso: si va subito in emodinamica per il palloncino, ovvero per l’angioplastica primaria.

È bene precisare che quello che si sta verificando nel nostro ospedale non è una peculiarità ferrarese. Al contrario è un fenomeno mondiale: negli USA il calo è stato del 38%, in Spagna del 45%, in Inghilterra del 47% e così via. Come Società Europea di Cardiologia abbiamo addirittura scritto ai Ministri di ogni paese membro per questo preoccupante problema.

Sempre a Ferrara, con il Prof. Gianluca Campo, Responsabile dell’Emodinamica, a breve verrà pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale che in Piemonte ed in Emilia Romagna il calo è stato del in media del 35% con punte fino al 60 % in alcuni centri.

Quanto sta succedendo è dunque molto pericoloso e si somma alle problematiche legate al Coronavirus. Pertanto, se avete un dolore al petto, al braccio, alle mandibole non fatevi scrupoli: chiamate l’ambulanza, vi faranno l’elettrocardiogramma e, nel caso si debba intervenire, arriverete direttamente in emodinamica.

Queste raccomandazioni valgono anche per i pazienti in lista d’attesa che devono essere ricoverati o per quelli che hanno visite programmate (nel caso di problematiche cliniche urgenti). Vi accoglieremo come sempre – afferma il prof. Ferrari – con la stessa allegria con cui abbiamo preparato il video “Ambulance Dance”

Per info:  https://www.youtube.com/watch?v=Xei9o22GSGc

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