Covid: un nuovo caso nel ferrarese, nessun decesso in E-R. Regione: “Focolaio Bologna sotto controllo”

Un nuovo caso nel ferrarese rispetto a ieri su 276 tamponi effettuati: continuano a calare i casi attivi (persone attualmente affette dal covid) a Ferrara e provincia che a oggi sono 62, dieci giorni fa erano più del doppio.

Sono rincuoranti i dati dell’epidemia da coronavirus nel ferrarese, mentre in regione non si registrano decessi ma sono 42 i nuovi casi positivi, quasi tutti senza sintomi. 11 sono riconducibili al focolaio isolato a Bologna in un’azienda di corrieri.

-COMUNICATI A CURA DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA

Coronavirus, l’aggiornamento: 42 nuovi positivi, di cui 34 asintomatici individuati attraverso gli screening regionali e l’attività di tracciamento. Dei nuovi positivi, 11 riconducibili al focolaio isolato a Bologna. Le persone guarite salgono a 23.142 (+45), l’81% dei contagiati da inizio crisi. Nessun decesso

Quasi 4.368 i nuovi tamponi, per un totale di 483.309, oltre a 756 test sierologici. Continua il calo dei malati, scesi a 1.041 (-3). Sono 11 (-1) i ricoverati in terapia intensiva e 106 (-3) quelli negli altri reparti Covid. L’88,4% dei malati complessivi sono non gravi e in isolamento domiciliare

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 28.435 casi di positività, 42 in più rispetto a ieri, di cui 34 persone asintomatiche individuate attraverso l’attività di screening regionale. Dei 42 nuovi casi, 19 riguardano la provincia di Bologna e di questi 11 sono riferiti al focolaio già ampiamente noto a Bologna in una azienda della logistica. I nuovi tamponi effettuati da ieri in Emilia-Romagna sono 4.368, che raggiungono così complessivamente quota 483.309,  a cui si aggiungono altri  756 test sierologici, fatti sempre nelle ultime ventiquattro ore. Le nuove guarigioni sono 45 per un totale di 23.142, l’81% dei contagiati da inizio crisi. Continuano a calare i casi attivi, e cioè il numero di malati effettivi, che a oggi sono 1.041 (-3 rispetto a ieri).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 924, una in meno rispetto a ieri, l’88,4% di quelle malate. I pazienti in terapia intensiva sono 11, uno in meno rispetto a ieri, quelli ricoverati negli altri reparti Covid sono 106 (-3). Le persone complessivamente guarite salgono quindi a 23.142 (+45): 251 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 22.891 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Non si registra alcun decesso. Complessivamente, in Emilia-Romagna i decessi sono arrivati a quota 4.252.
Questi i nuovi casi di positività sul territorio, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 4.544 a Piacenza (+2), 3.645 a Parma (+2),  5.002 a Reggio Emilia (+1), 3.946 a Modena (+1), 4.888 a Bologna  (+19); 404 casi positivi a Imola (+1); 1.017 a Ferrara (+1). I casi di positività in Romagna sono 4.989 (+15), di cui 1.048 a Ravenna (+6), 959 a Forlì (+1), 791 a Cesena (+2) e 2.191 a Rimini (+6).

Verso il definitivo contenimento del focolaio di Bologna: 11 positivi su 190 tamponi fatti presso l’azienda logistica nei giorni scorsi al centro dell’attenzione delle autorità sanitarie

Dopo l’allarme innescato nei giorni scorsi dalla scoperta di un consistente numero di positivi al coronavirus tra gli addetti, e loro familiari, di una azienda logistica di Bologna, ora la situazione si avvia ad essere sotto controllo. I test di laboratorio, i cui risultati sono stati resi noti oggi, confermano che su 190 tamponi effettuati, 11 sono risultati positivi al coronavirus.

“E’ un focolaio- commenta Raffaele Donini, assessore regionale alla Salute- che si avvia ad essere contenuto. Il ché dimostra sostanzialmente due cose: che il nostro sistema sanitario regionale sa come combattere il virus quando si manifesta, ma ci dice anche che nessuno deve pensare che Covid-19 sia un fenomeno che è ormai alle nostre spalle. Al contrario, se da un lato abbiamo più strumenti per combattere il virus, non possiamo certo permetterci adesso comportamenti individuali che non siano in linea con le regole che tutti dobbiamo rispettare. Non rendiamo vani i sacrifici che tanto stanno costando al nostro Paese”

“Fino all’arrivo del vaccino- prosegue l’assessore- la nostra convivenza col virus non deve più essere condotta in difesa, ma in attacco. E non deve lasciare spazio né ad atteggiamenti di sottovalutazione – anche per piccoli focolai – né di atteggiamenti di panico”.

“La lotta al virus non conosce sosta- conclude l’assessore Donini- e anche quando il numero di casi era davvero alto, non è mai stata messa in discussione la tenuta del Servizio sanitario regionale”.

In generale, dall’assessorato regionale alla sanità si chiarisce che, come avevano anticipato scienziati e clinici, non è in dubbio se ci sono e se ci saranno ulteriori focolai. L’unico dubbio è vedere dove si manifesteranno.
Ma “non dobbiamo rinunciare alla nostra attività professionale, né alle nostre relazioni, dobbiamo solo raccomandare  la massima prudenza nell’osservanza delle disposizioni di sicurezza nel mondo produttivo e nella vita sociale e quotidiana delle persone, raccomandare ai cittadini di comunicare immediatamente l’insorgenza di sintomi compatibili con quelli da covid-19 e attivarci, come abbiamo fatto in modo, repentino, efficace e ampio, per circoscrivere e spegnere i focolai”.

I focolai bolognesi

“Nel caso dei focolai bolognesi- spiega l’assessore Donini- è stato subito attivato un coordinamento con l’Ausl che ha agito in maniera eccellente, a cominciare dal dottor Paolo Pandolfi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica, mettendo subito in campo le azioni necessarie, sia nel caso del focolaio legato ad un ristorante, sia per quello più noto alla cronaca per entità, legato all’azienda logistica”.

E’ stata infatti effettuata rapidamente un’indagine di contac tracing con i tamponi, di cui adesso il Servio sanitario dispone in misura largamente sufficiente, per agire su almeno 3 cerchi concentrici di contatti di casi, a partire dalle persone che avevano sviluppato sintomi, e continuando a testare anche familiari e contatti delle persone che abbiamo trovato positive e asintomatiche.

Nella fattispecie, spiega l’Assessorato regionale alla sanità, per il focolaio della azienda logistica sono stati effettuati 328 tamponi, evidenziando 107 positivi, di cui 95 asintomatici e 12 sintomatici, soltanto 2 dei quali ricoverati.

“Con l’arrivo degli ultimi 190 tamponi di oggi- prosegue Donini- riferiti al personale dell’azienda, di cui 11 positivi, possiamo affermare che – come anche rilevato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità – in questa regione abbiamo la capacità di individuare e circoscrivere eventuali focolai. L’indagine in corso ci rende ottimisti per quello che riguarda i focolai esistenti”.

Cosa si è fatto

Ieri è stato fatto un controllo presso l’azienda logistica bolognese per verificare l’osservanza delle misure di sicurezza, in collaborazione tra Medicina del Lavoro e Carabinieri, alla luce di precedenti indagini dell’Ausl, che avevano intimato l’adozione di una serie di prescrizioni per la sicurezza dei lavoratori. Nell’ispezione di ieri si è riscontrata la sostanziale osservanza delle disposizioni e una relazione sarà posta all’attenzione del Comune e del Prefetto.

Per quel che riguarda il Centro di accoglienza di via Mattei a Bologna, è stato disposto l’isolamento di alcuni casi risultati positivi e l’avvio dell’indagine epidemiologica di tutti gli ospiti.

Più in generale, vista la rilevanza dei focolai nel settore della logistica e dei trasporti a Bologna, la Regione Emilia-Romagna ha subito attivato le rappresentanze datoriali, trovando “piena e totale collaborazione”, che si è manifestata in una iniziativa presso l’interporto di Bologna: è stato installato un presidio per la misurazione della temperatura corporea agli operatori delle realtà produttive lì presenti, oltre ad azioni di sensibilizzazione alle aziende a tenere più alta la guardia nelle misure di precauzione. Non dimenticando che la Regione ha autorizzato molti laboratori privati abilitati a praticare test sierologici, laboratori ai quali le aziende possono fare riferimento per testare periodicamente i lavoratori, per la sicurezza degli stessi. In caso di esame sierologico positivo agli anticorpi, il sistema sanitario regionale è impegnato ad eseguire i tamponi di controllo entro 24 ore.

Per quel che riguarda la Casa Residenza Anziani (Cra) di San Pietro In Casale (Bo), il focolaio è stato individuato e circoscritto grazie proprio all’indagine sierologica che è stata fatta periodicamente, come disposto dalle linee guida  regionali, che prevedono controlli anche in realtà in cui non si sono mai presentati focolai, nè vi fosse evidenza di casi. E l’esito dei controlli è stato 7 positivi asintomatici tra degenti e operatori.

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