Coronavirus Ferrara: sanità in prima linea. Il piano operativo del Sant’Anna

L’emergenza sanitaria da Coronavirus mentre chiede ai cittadini di attenersi scrupolosamente alle prescrizioni di prevenzione del contagio, ha imposto da subito ai professionisti e ai dirigenti della Sanità di entrare in trincea.

Al loro fianco come sempre il sistema della Protezione civile, chiamato a dare il proprio contributo di esperienza proprio sul fronte delle emergenze.

A Ferrara , l’evolversi del contagio e i primi sei casi di cittadini positivi al coronavirus hanno acceso i riflettori sui nostri ospedali, che stanno attrezzandosi, in sintonia con la programmazione coordinata dalla Regione, per affrontare il presente e prepararsi ad un possibile aumento di contagi nel prossimo futuro.

L’azienda ospedaliera universitaria Sant’Anna di Cona, che è la prima struttura della Sanità ferrarese, destinata a ricoverare in terapia intensiva i pazienti gravi, da Covid 19 che necessitano di ricovero, sta anticipando i tempi per aumentare i posti letti dedicati ai pazienti positivi al covid 19.

In particolare dal 4 marzo scorso, come sottolinea Marco Malossi, responsabile dell’Ufficio stampa che tutti i giorni ci aggiorna con un comunicato stampa, tutte le persone che si presentano al Pronto Soccorso, sono sottoposti al Pre–triage per verificare un eventuale caso sospetto da Coronavirus. Il paziente sospetto viene collocato nell’area di isolamento appositamente allestita anche con postazione radiologica mobile. In assenza di queste condizioni, il paziente viene avviato al triage tradizionale.

Da questa mattina, domenica 8 marzo, con un anticipo di 4 giorni, rispetto a quanto precedentemente programmato, è in funzione una terapia intensiva riservata ai pazienti più gravi con Covid 19, ricavata dallo svuotamento della terapia intensiva universitaria. I letti dedicati ai pazienti Covid-19 sono 11 e consentiranno da oggi, come richiesto dalla Regione, di accogliere alcuni pazienti provenienti dal territorio regionale, dove gli ospedali stanno già andando in crisi.

Per i pazienti meno gravi si sta creando una “nuova” degenza di Pneumologia composta da 24 posti, che sarà operativa da lunedì 9 marzo, e che sarà ottenuta attraverso lo spostamento e la riduzione della degenza neurochirurgica.

Queste operazioni rendono necessaria l’assunzione di medici, infermieri e OSS, così come l’acquisto di nuove attrezzature, per garantire l’assistenza adeguata ai pazienti di oggi e di domani.
Sono in corso di assunzione 30 infermieri (secondo graduatoria del pubblico concorso),che arriveranno in azienda a partire dal 16 marzo. 16 OSS (i primi entrano in servizio dal 9 marzo);- 5 medici pneumologi (in fase di reclutamento); 18 medici specializzandi da inserire soprattutto nelle terapie intensive e sub intensive Covid 19, ma anche non Covid (assunti con contratto libero professionale).

Saranno acquistate nuove e specifiche attrezzature finalizzate al potenziamento dell’attività di Terapia Intensiva e Pneumologia. Per quanto riguarda i dispositivi medici (di protezione individuale e non), l’Azienda ha predisposto gli ordini necessari al fabbisogno dei Reparti e monitora le scorte in concerto con la Regione Emilia-Romagna.

Per far fronte alla rimodulazione delle Unità Operative è stato necessario rivedere drasticamente la programmazione chirurgica: diversi interventi sono stati riprogrammati e vengono garantiti soltanto gli interventi in urgenza-emergenza e la chirurgia oncologico non differibile. I principi che regolano le azioni previste dal piano operativo sono: evitare la commistione tra pazienti sospetti e pazienti non sospetti; tra pazienti infetti da Coronavirus e pazienti non infetti; garantire un rapporto tra disponibilità di assistenza in terapia intensiva e ricovero ordinario, in accordo con quanto osservato nella regione; garantire l’assistenza ventilatoria ai pazienti sospetti e accertati che ne avessero bisogno.

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