Corte Giustizia Europea, Carife si poteva salvare. Cappellari: “Subito i risarcimenti” – VIDEO

“La sentenza della Corte di Giustizia è piovuta come un macigno sulla nostra comunità. Ma è dal novembre 2015 – afferma Marco Cappellari, presidente dell’associazione Amici della Carife – che noi urliamo alla scandalo”.

“Abbiamo fatto un grande evento pubblico al Teatro comunale il 3/4/2016 con 900 persone stipate; abbiamo incontrato i rappresentanti di 3 governi con infiniti viaggi a Roma; abbiamo partecipato alle sedute della Commissione parlamentare banche; abbiamo fatto intervenire il Presidente del Fondo Interbancario Maccarrone alla commissione di inchiesta della Regione Emilia Romagna a Bologna. Abbiamo sempre comunicato tutto alla stampa a sul sito amicicarife.it”

“Siamo anche andati a Bruxelles a incontrare la Commissaria europea Vestager, che ora è stata messa sulla graticola – aggiunge Cappellari – ma i corto circuiti sono stati anche altrove. Carife è stata vigilata e poi gestita da Banca d’Italia dal 2009 al 2017. A fine 2015 Banca d’Italia ha preparato la risoluzione (eliminazione) delle “4 banche” con un decreto firmato dall’allora ministro Padoan. E il risultato di tutto questo è stato: Carife (fondata nel 1838) è stata incenerita; circa 700 dipendenti hanno perso il lavoro e 28.000 risparmiatori con azioni e obbligazioni azzerate. Lo stesso destino è capitato ad altre 5 banche.”

“Ricordiamo che tutte le banche prima del 2015 e dopo il 2017 sono state tutte salvate in vari modi. Per troppo tempo abbiamo urlato quasi in solitaria chiedendo giustizia. Ora serve una sollevazione di tutte le forze politiche, istituzionali ed economiche per fare finalmente squadra e chiedere giustizia e risarcimenti. Chiediamo ai parlamentari locali, sindaco, ai ministri ferraresi e consiglieri regionali di fare subito squadra. La storia di Carife aspetta di essere finalmente chiarita definitivamente. Tutti vanno risarciti”

Azionisti Carife: 4.700 devono inviare documenti a Consap. Ora il fonda paga il 100% dell’indennizzo

Procede la macchina del pagamento degli indennizzi agli ex azionisti e obbligazionisti Carife. Come noto il 18/6/2020 è scaduto il termine per richiedere l’indennizzo statale a favore degli ex azionisti e obbligazionisti della Cassa di risparmio di Ferrara. L’indennizzo è del 30% della cifra pagata per l’acquisto dei titoli, con i limiti stabiliti dal decreto di indennizzo.

Il pagamento dell’indennizzo viene effettuato da Consap, la società del Ministero dell’Economia a cui lo stato ha assegnato il compito di erogare gli indennizzi. “I pagamenti sono iniziati a ottobre 2020 – afferma Marco Cappellari, presidente dell’associazione Amici della Carife – e stanno proseguendo tuttora, anche se molto a rilento.

A fine ottobre 2020 Consap ci aveva informato sulla possibilità che la Commissione Tecnica del FIR (Fondo indennizzo risparmiatori) potesse potenzialmente RESPINGERE un numero elevato di istanze di indennizzo. Da lì è iniziato un lungo e costruttivo confronto con Consap, a cui è seguita una nostra lettera inviata in data 2/11/2020. Dall’ultimo lungo confronto tecnico in videocall con Consap di febbraio 2021 rileviamo che molte delle nostre istanze sono state accolte.

Il fatto più rilevante del momento è che 4700 ex azionisti e obbligazionisti hanno ricevuto da Consap una email con la richiesta di reinviare alcuni documenti o di inviarne degli altri. Questa email è pervenuta all’indirizzo email segnalato al momento di presentazione della domanda a Consap, oppure all’indirizzo email dell’associazione o del consulente che ha inviato la domanda su delega dell’azionista azzerato. E’ quindi importante verificare che non sia arrivata tale email, oppure che non sia automaticamente finita nello SPAM (la posta elettronica indesiderata). A tale email infatti – sostiene Cappellari – bisogna rispondere entro 60 giorni dalla ricezione. Questa email spesso richiede un nuovo modello rilasciato dalla BPER con l’attestazione delle azioni azzerate.

Se non si risponde a questa email, ne perverrà una seconda definita “PREAVVISO DI MANCATO ACCOGLIMENTO”. Ad essa bisognerà rispondere entro 14 GIORNI, e in caso di mancata risposta, la domanda di indennizzo verrà definitivamente rigettata. Un rischio assolutamente da evitare, poiché dopo sarebbe quasi impossibile intervenire.

Gli indennizzi stanno lentamente arrivando, ma ancora Consap non ha attivato il meccanismo delle NOTIFICHE. Quindi può accadere che diversi azionisti vengano indennizzati, ma nessuno glielo comunichi. Al momento, quindi, l’unico modo per accorgersi dell’indennizzo è verificare periodicamente i movimenti del conto bancario che è stato indicato a Consap per l’indennizzo.

Per verificare lo “stato della pratica” – aggiunge Cappellari – il modo migliore è entrare nella propria area personale del sito del FIR, operazione che possono fare i risparmiatori che hanno presentato l’istanza di indennizzo autonomamente o che debbono fare le associazioni, i legali o consulenti a cui i risparmiatori si sono rivolti. Entrando si potrà verificare lo stato della pratica e verificare se Consap ha spedito comunicazioni.

Consap segnala che diversi risparmiatori hanno indicato di rientrare nel requisito di reddito (35.000 euro) o di patrimonio mobiliare (100.000 euro), requisito che permetteva di presentare l’istanza di rimborso forfettario. Ai controlli di Consap diversi di questi requisiti non risultavano soddisfatti e la richiesta di indennizzo RISCHIA DI ESSERE RESPINTA. Se non si possedevano entrambi i requisiti citati, agendo ora è ancora possibile presentare richiesta di indennizzo alternativa, ossia quella in cui si possono dimostrare le violazioni massive.

Da ottobre 2020 a febbraio 2021 Consap ha pagato degli “anticipi” degli indennizzi nella misura di un acconto del 40% della somma riconosciuta come indennizzo dal Fondo Indennizzo Risparmiatori (FIR).

Da marzo 2021 tale somma sarà elevata al 100% dell’indennizzo riconosciuto dal Fondo Indennizzo Risparmiatori. Quindi, chi non ha ancora percepito nulla riceverà l’indennizzo completo. Chi ha già percepito dal FIR IL 40% a titolo di acconto, da marzo riceverà il saldo del restante 60%

 

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