Cosmesi, un fiore all’occhiello per il Made in Italy. Ma serve più ricerca – VIDEO

11 cosmetica

L’Italia è un fiore all’occhiello per l’industria cosmetica.

E la conferma sono i dati appena snocciolati dalla camera di commercio di Milano che dicono che la Lombardia, per quanto riguarda la cosmesi, fra il 2013 e il 2014 segna oltre l’8% di export in più per la cosmetica. Non solo anche la domanda interna sembra reggere: forse che gli italiani rinunciano di più a un vestito che non a un prodotto che li faccia sentire meglio e più belli.

L’industria della cosmesi sensoriale dunque potrebbe essere un settore a cui il sistema paese potrebbe guardare con più forza per uscire dalla crisi? Lo abbiamo chiesto a una ricercatrice dell’Università di Ferrara, Silvia Vertuani che da alcuni anni, con il direttore della scuola di farmacia, Stefano Manfredini porta avanti anche un progetto di ricerca per le aziende nell’ambito della cosmesi. Quello che manca e che andrebbe potenziato per fare del settore un’eccellenza mondiale è ancora una volta la ricerca. Una ricerca – sostiene la Vertuani – che per essere credibile deve avere una prospettiva di almeno tre anni.

A Ferrara le aziende non sono numerose mentre a livello regionale la presenza di imprese nel settore è importante. La nostra città tuttavia ha una tradizione per la cosmesi che parte dal Rinascimento. Un valore aggiunto che ha portato nella stessa città ad aprire la scuola di cosmesi della facoltà di farmacia già 30 anni fa. Una scuola – dice il direttore Stefano Manfredini – che è un vanto per l’Italia e anche oltralpe.

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