Cosmetico verde, tutto quello che c’è da sapere

cosmetico bio

Il ramo dei cosmetici “verdi” è in crescita. Nonostante la crisi, infatti, gli italiani sono disposti a sborsare di più per comprare prodotti per corpo e capelli, purché siano “eco-bio”, derivati cioè da erbe e piante, privi di sostanze sintetiche e rispettosi dell’ambiente. Chiunque rimarrebbe colpito scoprendo, ad esempio, che il propilen glicole è presente tanto nei detergenti per il viso quanto nell’antigelo delle automobili. E allora via alla moltiplicazione di shampoo e bagnoschiuma biologici, tinture per capelli ecologiche, saponi a zero impatto ambientale.
Un Mercato in crescita. Difendere la salute e l’ambiente, questo sembra essere dunque il nuovo imperativo dei consumatori di prodotti di bellezza. E i dati parlano chiaro. L’UniPro (l’associazione italiana delle imprese di settore) dimostra in uno studio che il mercato dei cosmetici, con un fatturato di quasi 10 miliardi di euro, gode di ottima salute. La cosmesi naturale vive una congiuntura positiva anche livello internazionale.

Le sostanze in etichetta. Ecco quali sono le caratteristiche irrinunciabili di un cosmetico biologico. “Non deve contenere paraffine e siliconi, profumi o coloranti di sintesi – dicono gli esperti – componenti sottoposti a radiazioni, OGM, ingredienti derivati da animali, eccetto latte e miele. Inoltre gli ingredienti vegetali devono derivare dall’agricoltura biologica.

Imparare a leggere l’etichetta evita di sovraccaricare la pelle di sostanze inutili e a volte dannose. Quindi meno ingredienti appaiono nell’Inci (International nomenclature of cosmetic ingredients, la lista delle sostanze contenute nel prodotto), meglio è.

Le sostanze elencate per prime sono contenute in percentuale maggiore – sottolineano gli esperti –  vanno in ordine decrescente e un prodotto che ha in testa la paraffina liquida è ben diverso da uno che la riporta in coda.
I nomi in latino, una garanzia. Anche l’uso del latino in etichetta può aiutarci. Gli elementi vegetali che non hanno subito processi chimici – affermano gli esperti – sono scritti con il loro nome botanico latino, i composti sintetici e semisintetici in inglese. Tra le sostanze naturali amiche della pelle ci sono le vitamine A, C, E, con poteri antiossidanti e l’acido ialuronico, dalle proprietà idratanti. E ancora ceramidi, collagene, proteine del frumento, olio di mandorle e soia, burri di cacao e karitè. Come emollienti, vaseline ecologiche o polideceni idrogenati sostituiscono la paraffina, derivata dal petrolio.
A questo punto sorge però una domanda: i cosmetici “verdi” che acquistiamo al doppio o al triplo del prezzo di quelli convenzionali sono tutti garantiti e più sicuri degli altri? Basta fare un giro in Rete per capire quanto vasta sia l’offerta e quanto difficile sia per il consumatore scegliere in maniera realmente consapevole tra chi promette prodotti privi di tensioattivi, parabeni, siliconi e chi propone peeling ai grani di cacao.
Meglio i prodotti certificati. Attualmente la certificazione di prodotto biologico viene rilasciata da organismi di controllo, riconosciuti dal ministero delle Politiche agricole. Tra questi i più noti sono l’Icea (Istituto per la certificazione etica e ambientale) e il Ccpb (Consorzio per il controllo dei prodotti biologici). Nel 2009 è stato pubblicato il nuovo regolamento europeo sui cosmetici, con lo scopo di eliminare incertezze, armonizzare le procedure e garantire la sicurezza, le cui disposizioni sono state applicate da luglio 2013 e che prevede norme più restrittive circa le sostanze cancerogene e i nanomateriali.

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