Costi della politica, tagli ai rimborsi regionali dopo le inchieste

berco regioneDopo le indagini per la Regione Lazio oggi i fascicoli giudiziari aperti riguardano 16 parlamentini fra i quali risulta anche l’Emilia-Romagna da cui è partita la proposta di legge per il taglio e il controllo dei rimborsi spesa.

Dopo lo scandalo che colpì la Regione Lazio nell’estate 2012 il coperchio della pentola sui costi della politica in Regione è saltato e a distanza di un anno e mezzo oggi i consigli regionali che vedono aperta un’inchiesta giudiziaria sono saliti a 16. Più della metà delle regioni italiane dunque registra un fascicolo giudiziario aperto e i reati sono tutti collegati con la truffa, il peculato e la concussione.

Inchieste trasversali dal punto di vista del colore politico che vanno da consigli regionali in mano al Pdl, a quelli delle regioni ‘rosse’ come l’Emilia Romagna per finire con il Piemonte in mano alla Lega.

Rimborsi spese richiesti dai molti consiglieri regionali e quindi per conseguenza finiti sulle spalle dei cittadini per l’acquisto anche di un suv, montanaricome nel caso di “er batman”, l’ex capogruppo del Pdl nel consiglio regionale del Lazio, Franco Fiorito, ma che in altre regioni, ad esempio l’Emilia – Romagna, dove sono indagati tutti e nove capigruppo consiliari, compreso quello del Movimento Cinque Stelle per rimborsi spese che sarebbero stati chiesti – secondo indiscrezioni di stampa – per viaggi con servizio limousin in costiera amalfitana, per le spese sostenute in alberghi di lusso, per partecipare a un convegno del Youdem e per i quali risulta coinvolto anche il consigliere regionale ferrarese del Pd, Roberto Montanari.

Queste spese tuttavia riguardano fatti avvenuti prima dell’ottobre 2012 quando un documento uscito dalla Conferenza delle Regioni e delle province autonome, diretta da Vasco Errani ha chiesto al Presidente della Repubblica la realizzazione di un decreto, poi diventato legge nel dicembre 2012, che ha previsto dall’inizio di quest’anno una serie di tagli alle spese.

La nuova legge, la numero 213 del 7 dicembre 2012, infatti prevede diversi tagli per i parlamentini regionali. Il provvedimento dispone in pratica la riduzione del numero di assessori e consiglieri regionali, la riduzione del compenso mensile di ogni carica istituzionali ma soprattutto – per ovviare al rischio di ‘rimborsi spese gonfiati’ – la legge prevede la limitazione dei spese dei gruppi consiliari e l’eliminazione di ogni forma di benefit. Spese che debbono essere sottoposte a controllo della Corte dei Conti garantendo trasparenza.

Il documento inoltre fissa il numero delle commissioni consiliari permanenti che possono essere minimo 4 e massimo 8.

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