Costruttori, legali risparmiatori: “La Cassazione non ha messo la parola fine”

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Sulla sentenza della Cassazione per il processo Coopcostruttori arrivano anche le osservazioni dei legali di parte civile, ossia i legali dei soci di Costruttori, caduti nel crac.

“Si tratta di una sentenza molto complessa – dicono i legali Maruzzi, Marcello e Azzalli in una nota pervenuta in redazione – che merita un’accurata valutazione”. E gli avvocati aggiungono: “Sul reato di falso in bilancio la Cassazione non ha messo la parola fine, avendo disposto l’annullamento con rinvio”. Un giudizio questo, secondo gli avvocati che significa che la Corte d’Appello dovrà valutare nuovamente molti aspetti della vicenda. Per i legali dunque dei soci Coopcostruttori, tutto è ancora aperto anche per quanto riguarda le Apc.

“La Cassazione – dichiarano – rimanda la palla alla Corte d’Appello sul presupposto che sia le emissioni di azioni che le fatture scontate per crediti inesistenti rappresentavano delle operazioni dolose, cioè degli illeciti penali”. “La Cassazione infatti ha chiesto alla Corte di Appello di meglio spiegare quale nesso di causalità ci sia fra la emissione di Apc e di fatture e il dissesto della società – chiariscono i legali -. La Cassazione inoltre chiede di precisare meglio quale grado di consapevolezza ci sia stato in capo agli imputati in merito alle condotte delittuose”.

I legali poi sottolineano come nelle pagine della sentenza la Cassazione stigmatizza, come fece la corte d’appello, la condotta delle banche, che continuarono a finanziare una società già in dissesto – affermano gli avvocati – dal 1998. Maruzzi, Marcello e Azzalli poi sottolineano come sia rimasta in piedi la condanna di bancarotta per la Spal. “Quaranta milioni di euro – dichiara l’avvocato Claudio Maruzzi – anche furono usati a discapito dei risparmiatori”.

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