Musei del mondo e Ambasciatore Francia a Ferrara. Palazzo Diamanti: eccellenza mondiale – VIDEO

Dopo la presentazione a Roma all’Ambasciata francese, ieri per l’inaugurazione della mostra ’Coubert e la natura’ in programma a Palazzo dei Diamanti sino al 6 gennaio 2019, è venuto a Ferrara Christian Masset, Ambasciatore di Francia in Italia.

Dopo avere ricordato che l’appuntamento espositivo coincide con il bicentenario della nascita di Gustave Coubert (1819-1877), ha avuto parole di elogio sia per Ferrara città culturale sia per le mostre di Ferrara Arte,ammirate a livello internazionale, come dimostrano i prestiti di tele famose e importanti anche in questo caso provenienti dai più importanti musei del mondo.

A presentare la mostra dedicata a Courbet, ieri a Palazzo dei Diamanti è stato il Sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, che , dopo avere ringraziato quanti hanno lavorato alla realizzazione di una mostra che porta un grande artista francese dell’’800 in Italia a distanza di 50 anni dall’ultimo evento espositivo a lui dedicato, ha sottolineato il potere dell’arte e della cultura di avvicinare e far dialogare fra loro culture e popoli diversi.

”In un tempo in cui sembra che la cifra delle relazioni internazionali sia permeata da toni conflittuali, questo il senso del messaggio del Sindaco, la mostra di Courbet avvicina le persone: un obiettivo non secondario della politica culturale attuata dall’Amministrazione Estense.” 

 

Accanto alla mostra dedicata a Courbet anche un percorso parallelo dedicato ad artisti contemporanei che dialogano con le loro opere con l’artista in mostra nelle Gallerie civiche.

In questo caso la rassegna intitolata Off Side vede come protagonista fino all’11 novembre Flavio De Marco, da novembre a gennaio Eva Jospin di cui Palazzo dei Diamanti ospita fin da ora una istallazione ispirata alla natura.

 

Venerdì 21 settembre ore 19 – Gustave Courbet a Palazzo dei Diamanti: inaugurazione della mostra

courbetUna mostra di grande suggestione, un inno ai paesaggi della Francia, dalle montagne della franca contea, patria di Gustave Courbet alle marine tempestose della Normandia, piu tardi del Mediterraneo, fino alle montagne svizzere intorno al lago Lemano, luogo dell’esilio, dove l’artista finì i suoi giorni.

Il percorso inizia con due tele che hanno il ruolo di introdurre il contenuto della mostra:Courbet e  la natura, sua principale fonte di ispirazione nelle tele presenti a Palazzo dei Diamanti.

A sinistra il paesaggio, rappresentato dalla quercia secolare sotto la quale la leggenda vuole  nascesse lo stesso pittore, da lui presentata  all’esposizione universale di Parigi del 1867 come la Quercia di Vercingetorige, campo di Cesare, presso Alesia.

A destra l’autoritratto dell’artista giovane, la tela con cui debuttò  a 25 anni al Salon di Parigi.

Courbet venticinquenne in abito da viaggiatore con il suo cane nero esibisce  un atteggiamento orgoglioso e fiero, quale raramente ci immagineremmo in  un giovanissimo  artista. Ma Courbet era così, bello, sicuro di sè, amante della provocazione: un artista in grado di promuovere la propria arte attraverso la propria immagine sempre un po’ sopra le righe.

La mostra di Palazzo dei Diamanti propone a 50 anni di distanza dall’ultima dedicata dall’Italia all’artista, una selezione tutta dedicata al paesaggio, 49 tele anche di grandi dimensioni dove  la natura è dominante: un angolo   chiuso fra le montagne ripreso da diverse angolazioni, una veduta di paesaggio con fanciulle, i torrenti,  la valle della Loue I meli di papà Courbet, tanti scorci di paesaggio della regione natia di Ornans,  il sottobosco cupo, le grotte  e le sorgenti, una pittura  di paesaggio che inaugura la rivoluzione en plen air nel ritratto di fanciulle sulle rive della Senna.

I nudi delle bagnanti ci mostrano corpi massicci di donne reali che si bagnano nel fiume, corpi veri come è vera la natura circostante colta nei colori, nelle luci che filtrano tra le fronde.

Nella tela “Fiori su un banco”, courbet reinterpreta la  natura morta degli artisti italiani e fiamminghi del ‘600 , ponendola su uno sfondo di paesaggio, omaggio ai classici rivisitato da un artista che non amava le regole della tradizione.

Più avanti la scoperta delle marine, sconvolgente e appassionante per un uomo nato fra i monti, infine le scene di caccia dell’ultima sala delle Gallerie civiche di Arte moderna e contemporanea.

La natura si arricchisce della presenza degli animali dipinti su sfondi di paesaggi innevati che sembrano  farci sentire il silenzio ovattato e la solitudine di chi si muove in mezzo ai boschi per stanare la selvaggina.

Maestoso il ritratto del cervo nel torrente, tragica quella del cervo ucciso dal cacciatore tedesco, colto nell’istante della caduta, gli occhi e la bocca palancati: scene indimenticabili di una natura fiera e selvaggia, dominata dallo sguardo del pittore  che così raccontava le sue origini ,mentre a Parigi viveva  a contatto con i circoli intellettuali e politici, partecipava nel 1871 alla Comune. Un’ultima provocazione che gli costò l’esilio.

 

Mercoledì 19 settembre 2018 – Courbet: un’arte che anticipa la contemporaneità

courbetNon più un paesaggio confinato sullo sfondo di eventi storici, in scene mitologiche o sacre, ma l’immagine della natura che si offre in tutte le sue sfaccettature e da diversi punti di vista allo sguardo dell’artista.

E’ questa una delle chiavi di lettura della mostra autunno – inverno di Palazzo dei Diamanti, intitolata “Courbet e la natura”. E’ un nuovo sguardo sul mondo quello che ci propone la mostra di Ferrara Arte dedicata a Gustave Courbet, che dal 22 settembre 2018 al 6 Gennaio 2019 sarà ospitata a Palazzo dei Diamanti.

Una cinquantina di tele tra cui molti capolavori dell’artista francese , che con i suoi quadri seppe fare scandalo nel mondo dell’arte parigina, sia per la tecnica , come ad esempio l’uso della spatola per creare effetti di scultura nella modellazione delle rocce , sia per una visione della natura totalmente nuova.

In anticipo sugli impressionisti Courbet fa della natura non lo sfondo della scena , ma un protagonista assoluto. Per l’artista francese il paesaggio, dalle marine battute dalla tempesta, ai paesaggi della Franca Contea dove nacque, ai torrenti, agli animali che si accampano nel quadro come al centro di uno spettacolo è un protagonista di primo piano, presenza potente e incombente, che si misura con la solitudine dell’uomo.

Numerosi anche gli autoritratti presenti in mostra a testimoniare la capacità di autopromuoversi di un artista controcorrente e trasgressivo, ma assolutamente sicuro di sé.

Romantico nell’esprimere paesaggi di solitudine estrema, realista quasi analitico nell’attenzione ai dettagli naturalistici, Courbet anticipa per molti aspetti il linguaggio della contemporaneità, nell’assegnare sia un posto di comprimario alla figura umana rispetto al paesaggio, sia nella rappresentazione di soggetti veri e non idealizzati nella pittura di nudo.

Un’arte che si evolve, la sua, e si rapporta sia con le novità dell’estetica ottocentesca sia con gli eventi della storia politica.

L’aver preso parte alla Comune di Parigi gli costò, nell’ultima parte della sua vita, due condanne durissime che lo costrinsero all’esilio in Svizzera, dove morì.

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