Covid- 19 e modifica dei consumi idropotabili: come la pandemia ha cambiato le abitudini nell’utilizzo dell’acqua

I risultati dello studio condotto da docenti e ricercatori del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara saranno presentati in occasione del Festival della Cultura Tecnica il prossimo 26 novembre.

In lockdown cambiano orari e uso dell’acqua. Lo studio Unife sui consumi idropotabili in alcune aree delle province di Padova e Rovigo, infatti, ha mostrato come la recente pandemia impattando sulle abitudini e sullo stile di vita della popolazione abbia inevitabilmente modificato le modalità di utilizzo della risorsa idropotabile, abbattendo i picchi che prima del lockdown caratterizzavano i consumi e ridistribuendoli nell’arco della giornata, in particolare in alcune zone delle aree analizzate.

Nello studio effettuato dal Gruppo di Ricerca in Costruzioni Idrauliche del Dipartimento di Ingegneria di Unife composto dal Prof. Marco Franchini, dal Prof. Stefano Alvisi, dalla Dott.ssa Chiara Luciani, dalla Dott.ssa Valentina Marsili, dalla Dott.ssa Irene Marzola e dal Dott. Filippo Mazzoni, in particolare, sono state prese in considerazione due differenti destinazioni d’uso: una prevalentemente residenziale, riferita al quartiere Commenda della città di Rovigo e ai quartieri Montà e Arcella per la città di Padova, l’altra prevalentemente turistico-commerciale riferita alle zone del centro storico di Padova e di Abano Terme.

Lo studio ha rilevato che nelle aree residenziali si è registrato un aumento della domanda idrica rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente, pari a circa il 18% (Rovigo) e 11% (Padova); al contrario, nelle aree maggiormente non residenziali si è registrato un netto calo del consumo idrico rispetto al 2019, pari a circa il 13% (centro storico di Padova) e il 30% (zona di Abano Terme). Queste variazioni sono state accompagnate da una redistribuzione dei consumi, infatti, nel 2019 in condizioni ordinarie di funzionamento delle reti idriche, si sono osservati tipicamente due picchi di consumo: uno al mattino e uno serale. Durante il lockdown della primavera del 2020, invece, l’andamento giornaliero dei consumi ha subito un notevole ritardo e un’attenuazione del picco mattutino di consumo idrico oltre a una redistribuzione dell’utilizzo nell’arco di tutta la giornata. Le variazioni riscontrate hanno reso necessaria una diversa gestione delle reti acquedottistiche, risultato particolarmente evidente nel caso di Padova, dove è stato necessario ripensare le logiche di funzionamento di alcuni impianti di pompaggio a servizio della città.

I risultati dello studio verranno presentati in dettaglio nell’ambito delle iniziative organizzate da Laboratori Aperti in collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara, Laboratorio LTTA del Tecnopolo di Ferrara e Fondazione Brodolini, venerdì 26 novembre alle ore 9.30, da parte di Filippo Mazzoni, dottorando del Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Ferrara, impegnato nelle attività di ricerca effettuate.

Il Prof. Stefano Alvisi ha così commentato lo sviluppo del progetto: “Lo studio è stato effettuato in collaborazione con due utilities: Acquevenete S.p.A. e AcegasApsAmga S.p.A. del gruppo HERA e si inserisce nel contesto delle collaborazioni che il nostro gruppo da anni porta avanti con molte water utilities sviluppando progetti e attività di trasferimento tecnologico finalizzati all’efficientamento idraulico e al contenimento delle perdite nelle reti di distribuzione idrica. Conferma l’importanza di questi studi anche il fatto che i risultati siano stati pubblicati sulla rivista internazionale Journal of Water Resources Planning and Management dell’American Society of Civil Engineering (ASCE) e presentati in alcuni importanti eventi internazionali, tra cui: il convegno internazionale “AQUA≈360: Water for All – Emerging Issues & Innovations” e alla quindicesima edizione della “Fiera Internazionale dell’Acqua H2O” tenutasi a Bologna”.

 

 

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