Covid, Regione Emilia-Romagna: “No a operatori no vax con persone fragili”

Le Aziende sanitarie dovranno effettuare una attenta valutazione delle attività a cui saranno adibiti gli operatori sanitari non vaccinanti e reintegrati per effetto delle scelte del governo, evitando che siano collocati in reparti in cui vi siano pazienti prevalentemente affetti da patologie che riducono in maniera significativa le difese immunitarie, come ad esempio trapiantati di organo solido o di midollo, malattie oncoematologiche, malattie in trattamento immunosoppressivo, etc.

In più, per il reintegro degli operatori non vaccinati si dovrà mantenere l’obbligo dell’utilizzo rigoroso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e il rispetto delle norme igienico comportamentali.

Sono alcune delle indicazioni emerse dalla riunione della Cabina di regia Covid della Regione Emilia-Romagna per il reintegro degli operatori sanitari che non si sono sottoposti alla vaccinazione anti-Covid, come stabilito dal Ministero della Salute lo scorso 31 ottobre.

Inoltre, le Aziende Sanitarie dovranno mantenere in essere per tutti gli operatori “i programmi di screening previsti e potranno valutare in rapporto a situazioni specifiche, come l’insorgenza di focolai tra pazienti e operatori, l’adozione di ulteriori misure di prevenzione”.

Le indicazioni sono contenute in un documento che la Direzione generale dell’assessorato regionale alle Politiche per la salute sta per inviare alle Aziende sanitarie e agli altri enti e organismi della sanità pubblica e privata dell’Emilia-Romagna.

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