Cpl Concordia, finanziamenti regolari anche al Pd Ferrarese

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C’è anche il Partito democratico di Ferrara nella lista dei finanziamenti elargiti dalla cooperativa emiliana Cpl di Concordia, un colosso del settore dell’energia e del gas con un fatturato da 400 milioni di euro nel 2013 e 1800 lavoratori, finita nell’inchiesta giudiziaria per corruzione condotta dal pm della procura di Napoli, Henry John Woodcock.

Un’inchiesta che ha portato all’arresto di 11 persone, diverse delle quali della cooperativa modenese, come il presidente Roberto Casari, e della poltica di sinistra, come il sindaco di Ischia, Giuseppe Ferrandino. Un’inchiesta che ipotizza che dietrola realizzazione della rete del gas nell’isola sarebbero state elargite tangenti anche per la stessa famiglia del sindaco di Ischia. La notizia del nome del Pd estense fra la lista dei finanziamenti di Cpl Concordia, la fornisce il Fatto Quotidiano. Una lista di nomi tutti registrati regolarmente, come prescritto dalla legge, negli uffici della tesoreria della Camera dei deputati.

A Ferrara la Cpl concordia avrebbe dato 15mila euro nel 2012, mentre altri venti milioni delle vecchie lire sarebbero arrivati – riporta ancora il Fatto Quotidiano – a Ferrara anche nel 2001, quando il Pd era ancora il partito democratico della sinistra, erede del glorioso Pci. Un’inchiesta che ancora una volta porta alla luce una zona grigia nel rapporto fra coop e la sinistra del Paese. Fra i soggetti politici finanziati da Cpl Concordia infatti compaiono anche i nomi dell’ex ministro del governo Letta, Cécile Kyenge, la lista civica che appoggio Nicola Zngaretti, oggi presidente della Regione Lazio e il comitato Ambrosoli Presidente.

Un’inchiesta che arriva dopo quella di Milano e il ‘sistema di Sesto’ con l’indiziato numero uno, l’ex presidente della Provincia di Milano in quota DS, Filippo Penati, oggi per lui il reato collegato con l’aver preso tangenti è prescritto, quella del Mose a Venezia, che vede come indagato l’ex sindaco Giorgio Orsoni e quello di Mafia Capitale, la bufera giudiziaria romana che ha travolto le coop rosse e la gestione degli immigrati. Nell’inchiesta partenopea coordinata dal sostituto procuratore Woodcock spuntaanche se non come indagato, il nome di Massimo D’Alema, che non che secondo fonti Ansa potrebbe essere sentito dalla procura partenopea.

“Serve un alto grado di vigilanza anche nelle organizzazioni economiche. Il mondo cooperativo è complessivamente sano, ma come tutte le organizzazioni deve stare attento a sorvegliare le imprese” ha detto oggi l’assessore regionale alla legalità, Massimo Mezzetti. “E’ necessario fare luce sugli appalti regionali perché per le coop vale solo il profitto altro che la mutualità” tuona invece la capogruppo del Movimento Cinque stelle, Giulia Gibertoni.

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