‘Crac’ cooperativa Cmr, 12 avvisi di fine indagine a Ferrara

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La procura di Ferrara e la Guardia di finanza dopo tre anni di inchiesta hanno chiuso le indagini per il crac della Cmr, cooperativa ‘rossa’ erede della Coopcostruttori fallita nel 2003, e hanno notificato l’avviso di fine indagine a 12 indagati di un’inchiesta che ha risvolti tra Ferrara, Ravenna e Rimini.

L’atto giudiziario, con il deposito delle carte da parte della procura, mette in luce lo sperpero operato dal 2008 al 2011 dai massimi dirigenti e il loro affanno per cercare di salvare il salvabile, inutilmente. Viste le accuse di bancarotta fraudolenta per distrazione (avere fatto uscire capitali dalla Cmr), dissipativa (aver venduto e svenduto il patrimonio) e preferenziale (per aver favorito creditori nel momento del dissesto), come riporta la Nuova Ferrara. Ai 12 indagati vengono contestati 21 capi di imputazione, per 40 milioni di euro di buco penale (la somma tra le varie accuse elencate nell’atto giudiziario), mentre il crac conteggiato allo stato passivo vedeva un buco di cento milioni suddivisi in oltre 300 creditori previlegiati, dipendenti e fornitori.

Il pm Nicola Proto ha chiuso l’inchiesta e notificato alle parti (i 12 indagati e i rispettivi legali) l’atto che prelude, di fatto, alla richiesta di rinvio a giudizio. Un’inchiesta durata tre anni dalla dichiarazione di fallimento della Cmr, avvenuta il 14 aprile 2011, su ordine del tribunale fallimentare di Ferrara che bocciò la richiesta di concordato preventivo.

I principali indagati sono i massimi dirigenti della Cmr: il direttore generale Pier Bruno Caravita, il presidente del cda Giorgio Camilletti e Lauro Capisani, vicepresidente cda. A loro si aggiungono quattro imprenditori tra Ravenna e Rimini per concorso nella bancarotta (per aver acquisito beni e quote dalla Cmr, in una sorta di svendita di fine stagione): Paolo Conforti, presidente Gruppo Nettuno; Carlo Fossati in qualità di prestanome nelle operazioni di Paolo Conforti; Maria Giulia Scozzoli, rappresentante legale della società Marina Estate; Gianni Fabbri, presidente cda di Ecis coop, in affari con la Cmr di Caravita per la costruzione di un maxi albergo Holiday Inn. Poi cinque imprenditori che, consapevoli delle difficoltà di Cmr – secondo l’accusa – accettarono di essere favoriti nel pagamento di crediti che vantavano verso Cmr (da qui la contestazione della bancarotta preferenziale).

Sono Piero Cecchini, riminese, responsabile amministrativo di Idrotermica e legale rappresentante di Estate Immobiliare; Romolo Rago, ravennate, rappresentante legale di Edilglobo; Sabato Nocerino, amministratore di Vega coop; Natalina Perri, rappresentante legale di Nuova Edil, e il ravennate Attilio Gardelli, di Generali Investimenti. Tutti coinvolti questi ultimi in operazioni affannose da parte di Capisani e Caravita nel compensare i propri debiti verso di loro, con la cessione di beni patrimoniali fatti uscire dalle proprietà della coop di Filo d’Argenta.

(ANSA)

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