Crisi di governo e poi? In attesa della reazione di Conte

Non è bastata l’apertura fatta nel pomeriggio di ieri da Giuseppe Conte a un “patto di legislatura”: Matteo Renzi ieri sera ha annunciato  le dimissioni delle ministre, Teresa Bellanova, Agricoltura, ed Elena Bonetti, Famiglia, e del Sottosegretario agli Esteri, Ivan  Scalfarotto. Si è aperta così una crisi di governo dagli sbocchi ignoti, che deve ancora essere ufficializzata.

 Dopo la crisi di governo, aperta da Matteo Renzi ieri sera con l’annuncio in conferenza stampa alla Camera, delle dimissioni delle due ministre e del sottosegretario agli Esteri, i partiti di maggioranza fanno quadrato attorno al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, contro cui si è concentrata sostanzialmente la lunga dichiarazione di Renzi in conferenza stampa .

E mentre il centrodestra compatto chiede di andare ad elezioni anticipate, il Capo dello Stato chiede di fare, comunque,  in fretta per dare al Paese le risposte richieste giorno dopo giorno dalla gravità dell’emergenza, da un lato, sanitaria, dall’altro economica.

Il Presidente Conte ha diverse possibilità davanti a sé: presentarsi in Parlamento per vedere se esiste ancora una maggioranza parlamentare con gli eletti di Italia Viva o alternativa. Parlamentarizzare la crisi potrebbe da un lato evitare le elezioni, dall’altro potrebbe invece ufficializzala e decretare l’inizio del giro di consultazioni da parte del Presidente della Repubblica.

L’ipotesi più attendibile è che Conte salga al Quirinale per ufficializzare le dimissioni delle ministre renziane ed eventualmente prendere tempo in attesa di trovare una maggioranza alternativa o per aprire un tavolo di trattativa con tutti i partiti di governo, compresa Italia Viva. Matteo Renzi, infatti, non ha escluso la possibilità di un nuovo governo Conte, anche se poi ha aggiunto che non esiste solo Conte per  mettersene alla guida.

In un momento tanto delicato il presidente Mattarella resta il punto di riferimento per gli Italiani e per l’Europa, dove Giuseppe Conte ha saputo in questi 18 mesi conquistarsi una grande credibilità personale oltre che a favore del Paese.

Molte testate in Europa criticano duramente la mossa di Renzi, che facendo implodere la maggioranza, ha creato una situazione dagli esiti incertissimi, il rallentamento delle decisioni politiche,  oltre che e il disorientamento dei cittadini.

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