Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria, ‘Dimissioni Difficili’: lettera sindaci del Pd

“Una maggiore attenzione al territorio partendo dalle dimissioni ospedaliere di soggetti fragili che vanno garantite da risorse del Fondo sanitario e non dal Fondo regionale per la non autosufficienza (Frna), in modo che vengano distribuite con equità a tutti gli aventi diritto, su tutto il territorio provinciale”.

E’ questo uno dei passaggi del comunicato stampa a firma della Presidente della Provincia, Barbara Paron e di dieci sindaci del territorio estense, indirizzato con ogni probabilità alla Presidenza della Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria (presieduta dal sindaco Alan Fabbri) dopo l’esito della votazione dello scorso 23 luglio, in Castello a Ferrara

Una seduta, quella della Ctss contestata dai sindacati della Cgil, Cisl e Uil che avevano messo in risalto, in occasione dell’approvazione del Bilancio di Previsione della due aziende sanitarie, una ‘discriminazione’ di trattamento nelle dimissioni difficili, ovvero quelle dimissioni disposte per i pazienti, spesso anziani e con salute precaria che, dopo un ricovero ospedaliero, non possono essere assistiti a casa ma devono entrare in strutture protette

Secondo i sindacati per i residenti nel distretto ovest (Cento, Bondeno fino a Poggio Renatico) veniva riconosciuta una gratuità per i primi trenta giorni in struttura protetta, a differenza dei residenti degli altri due distretti: centro-nord (Ferrara, Copparo sino a Jolanda e Riva del Po) ed il sud est (Argenta, comacchio codigoro mesola) per i quali invece la spesa delle dimissioni difficili sarebbe stata a carico dei cittadini

L’esito della votazione del bilancio di martedì aveva visto un solo voto contrario, quello del Comune di Lagosanto, ed aveva raccolto l’astensione e il voto favorevole di tutti gli altri comuni presenti, alcuni dei quali però oggi, nel comunicato, fatto dietro-front. Nel gruppo di firmatari ci sono i sindaci del Partito Democratico: Ostellato, Riva del Po, Portomaggiore, Codigoro, Argenta, Goro, Tresignana, Fiscaglia e Vigarano Mainarda. A questi si aggiungono il Comune di Fiscaglia, a guida centro-sinistra e il Comune di Comacchio, espressione di una lista civica

“Una situazione piuttosto kafkiana” sottolineano i sindacati che dopo l’esito della votazione avevano espresso le loro perplessità sull’approvazione del bilancio di previsione da parte dei sindaci, giudicando negativo il voto di astensione, se non addirittura favorevole, che decretava, secondo loro, una palese ingiustizia nei confronti di una fetta di popolazione ferrarese.

 

 

 

 

 

 

 

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