Cura Zamboni, il test nello spazio

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Presentato ieri a Roma il nuovo esperimento del Professor Paolo Zamboni: un test per studiare la circolazione sanguigna nel cervello, un test che si svolgerà nello spazio.

Studiare la circolazione sanguigna nel cervello. Questo l’obiettivo dell’esperimento che prevede di portare sulla Stazione Spaziale il medico ferrarese Paolo Zamboni. L’esperimento si chiama ‘Drain Brain’ ed è fra i dieci della missione Futura, dell’astronauta Samantha Cristoforetti.

Un sensore contenuto in una sorta di collarino che dovrà essere indossato dall’astronauta misurerà quanto sangue affluisce al cervello e i dati saranno registrati in una sorta di ‘scatola nera’ della circolazione sanguigna cerebrale, ha spiegato Zamboni presentando l’esperimento a Roma, all’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), insieme agli altri test in programma nella missione. I test saranno ripetuti anche a Terra, dalla stessa astronauta, nei due mesi successivi alla missione. L’obiettivo, ha aggiunto il professor Paolo Zamboni, è mettere a punto ”uno strumento utile per la diagnosi di molte malattie neurologiche, dalle cefalee alle malattie degenerative’

Autore del Metodo che porta sul nome, ovvero lo studio secondo il quale una delle cause della sclerosi multipla potrebbe essere collegato alla CCSVI, il restringimento dei vasi sanguigni di testa e collo, (una teoria che ha fatto molto discutere la comunità scientifica) il professor Zamboni attende l’esito della sperimentazione in corso. Una sperimentazione che la regione Emilia Romagna finanzia con quasi tre milioni di euro un trial clinico su pazienti ideato da Zamboni e il suo team. Lo scopo, valutare l’efficacia e la sicurezza dell’intervento di “disostruzione” dei vasi nei malati di sclerosi multipla e con diagnosi di Ccsvi. Lo studio, nominato Brave Dreams è partito nel luglio 2012 con il reclutamento dei primi pazienti, che in totale saranno 679 e verranno distribuiti in 19 centri di ricerca. La sua conclusione è prevista entro i prossimi mesi

 

 

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