Dai No-vax alla mancanza di vaccini nei Paesi poveri

Mentre l’Occidente è alle prese con gli scettici del vaccino o addirittura i contrari alla vaccinazione anti Covid dall’Africa al Medio Oriente si registra una grande penuria di dosi vaccinali. I popoli dei Paesi poveri non hanno la possibilità di vaccinarsi e quindi di sottrarsi alla minaccia pandemica se non in minima parte e molto lentamente, creando una grave situazione di  squilibrio nel diritto alla salute, come diritto fondamentale e universale secondo la dichiarazione delle Nazioni Unite, e minacciando di diventare un pericolo per quei popoli come il nostro che il vaccino lo potrebbero fare, ma lo rifiutano.

Finora solo 20 milioni di Africani – circa l′1,5% della popolazione del continente – sono stati interamente vaccinati contro Covid-19 e solo l′1,7% dei 3,7 miliardi di dosi somministrate a livello globale è stato destinato all’Africa. In altre parti del mondo – dall’America Latina al Medio Oriente al sud-est asiatico – non va molto meglio: il vaccino continua a essere un bene prezioso, l’oggetto di appelli alla solidarietà come quello lanciato qualche giorno fa in una intervista a Sky tg 24 dall’ex presidente brasiliano Lula al presidente del Consiglio  Mario Draghi, come chairman del G 20. “I governi occidentali continuano a pensare di poter superare questa situazione investendo solo sulla vaccinazione dei propri cittadini, ignorando parti del mondo in cui mutazioni più cattive potrebbero essere già avvenute”.

E’ il fallimento della  cosiddetta Covax Facility, la più grande operazione di acquisizione e fornitura di vaccini che avrebbe dovuto garantire la fornitura vaccinale anche ai Paesi che non possono permettersi di acquistarli.

E mentre già si parla della necessità di una terza dose nei Paesi ad alto reddito, Covax non riesce a liberarsi dell’egocentrismo dei Paesi ricchi. Un atteggiamento  che ha nuociuto a tutti i Paesi impedendo di fare pressione sulle case farmaceutiche  per contenere il costo dei vaccini.

E’ di ieri l’uscita del rapporto di OXFAM ed EMERGENCY che rivela come il costo della vaccinazione globale con i vaccini innovativi “mRNA” – sostenuto dall’iniziativa COVAX dell’Organizzazione Mondiale della Sanità – potrebbe essere almeno 5 volte più basso, se i colossi farmaceutici non godessero dei monopoli sui brevetti dei vaccini Covid. Condizione che ha fatto pagare ai Paesi ricchi fino a 24 volte il costo stimato di produzione.

“La scarsità mondiale di vaccini è una diretta conseguenza del sostegno dei Paesi ricchi ai monopoli delle aziende farmaceutiche, che ad oggi non hanno fatto nessun reale passo avanti per la condivisione di tecnologie, know-how e brevetti con i tanti produttori che nei Paesi in via di sviluppo potrebbero garantirne l’abbassamento dei prezzi e l’incremento nella produzione mondiale. – hanno detto Sara Albiani, cosulente politica per la salute globale di Oxfam Italia e Rossella Miccio, Presidente di EMERGENCY – L’unico primo, timido ma insufficiente, passo in avanti è stato fatto da Pfizer/BioNTech pochi giorni fa, per consentire la produzione di 100 milioni di dosi in Sud Africa. La prima dose però sarà disponibile solo nel 2022, mentre in Africa si continua a morire.

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