Dal Pakistan a Ferrara, in fuga per salvarsi la vita

rifugiato

In fuga dalle persecuzioni del suo paese, a Ferrara un giovane avvocato pakistano sta cercando di costruirsi una vita nella speranza di poter portare qui la moglie e la figlia di appena tre anni. E’ uno dei tanti rifugiati inseriti nel programma Sprar, che offre protezione e accompagna queste persone verso l’integrazione nel tessuto sociale, e che da diversi anni è attivo anche nella nostra città.

Un viaggio di quasi due mesi, a piedi e in autostop, dal Pakistan fino in Grecia. Poi l’attraversata fino a Bari, in trenta su un barcone. Costo del biglietto 2000 euro, i risparmi di una vita. La storia di Han, lo chiameremo così, somiglia purtroppo a tante altre storie di chi per vivere deve fuggire dal proprio paese. Giovane avvocato di 31anni, la sua colpa quella di aver studiato e di appartenere ad un partito politico opposto ai talebani. “Ne hanno uccisi migliaia”, ci racconta, “rimanere avrebbe voluto dire anche mettere in pericolo la mia famiglia”.

A Ferrara Han è arrivato un anno e mezzo fa, trasferito dal centro di Crotone e inserito nel progetto Sprar che a livello locale è gestito dalla Cooperativa Camelot. Ha imparato l’italiano e a fare le pizze ora sta facendo un tirocinio in un ristorante. Spera al più presto di trovare un lavoro.

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