Dall’UE le sanzioni contro la Russia. Dall’Italia la dura condanna dell’aggressione

Secondo giorno di guerra in Ucraina, con i militari russi prossimi ad entrare a Kiev, la capitale. Fioccano intanto le notizie più contrastanti: mentre il presidente ucraino sembra abbia invitato  tutti i civili ad armarsi , Putin ha esortato l’esercito ucraino a rovesciare il governo di Volodymyr Zelensky , che a sua volta si è detto disposto ad avviare un negoziato, forse accettato da Mosca.

Intanto si contano i morti, e la popolazione civile vive il dramma e l’angoscia di una guerra voluta da un autocrate, pagata da bambini, vecchi indifesi, donne e uomini

Dall’UE le sanzioni contro la Russia. Dall’Italia le sanzioni con una dura condanna dell’aggressione da parte del Presidente del Consiglio, Mario Draghi.  

 Secondo giorno di guerra in Ucraina, con i militari russi prossimi ad entrare a Kiev, la capitale. Arrivano intanto le notizie più contrastanti: Il presidente ucraino sembra abbia invitato  tutti i civili ad armarsi , mentre Putin ha esortato l’esercito ucraino a rovesciare il governo di Volodymyr Zelensky , che a sua volta si è detto disposto ad avviare un negoziato, che forse  Mosca ha accettato. Ma l’avanzata non si ferma.

Intanto si contano i morti, e la popolazione civile vive il dramma e l’angoscia di una guerra voluta da un autocrate, pagata da bambini, vecchi indifesi, donne e uomini..

Parlare di guerra, oggi nella civilissima ed evoluta Europa, sembra quantomeno antistorico: ma la guerra in Ucraina, ci costringe ad adottare un lessico che speravamo di non dovere più usare , non  in Europa, dove gli organismi della diplomazia sembravano più collaudati che altrove.

La guerra cui stiamo assistendo abbastanza spaesati , nata dall’attacco unilaterale della Russia, che mercoledi notte ha iniziato a bombardare Kiev e altre citta’ della repubblica ucraina, è vissuta come  un paradosso dall ‘Europa e anche dal nostro Paese,  ieri sotto  choc , anche perchè come la gran parte del mondo avevano creduto alle rassicurazioni di Putin, che aveva accusato l’occidente di fomentare l’ansia,l’insicurezza,la diffidenza contro la Russia e dichiarato che lo spiegamento di forze ai confini ucraini non erano preparativi di guerra, ma esercitazioni.

Da ieri in Italia tutti i canali  tv seguono la situazione in Ucraina,  osservano in diretta le mosse a tenaglia dell’esercito russo e il racconto dei drammi vissuti dalla popolazione. Tanti i racconti fatti dagli inviati sul teatro ucraino, tanti anche i racconti che ci hanno fatto in lacrime le donne che dall’Ucraina sono arrivate anni fa anche a Ferrara per trovare lavoro nelle nostre case.

Le bombe sono piombate all’improvviso su fronti diversi:  ad est lungo i confini con le repubbliche separatiste, a sud sul confine con la Crimea e sul mare contro la citta di Odessa.

A  nord sul versante della Bielorussia, ma anche ad ovest lungo il confine con la Polonia. Le scuole da ieri sono chiuse,  i voli bloccati

Le donne con cui abbiamo parlato pensano alla famiglia  in Ucraina. Hanno figli, nipoti, marito, genitori  sorpresi dalle bombe. Piangono e sono pronti a fuggire, ma non sanno dove.

Ieri abbiamo visto le lunghe file di auto dirette lontano dalla capitale. interi nuclei famigliari hanno abbandonato le loro case. Per loro sta per iniziare il calvario dei profughi di guerra?

C’erano file davanti agli sportelli delle banche, qualcuno cercava di fare scorte  di generi alimentari, i volontari della Comunità di Sant’Egidio, tanti medici di organizzazioni umanitarie stanno cercando di proteggere vecchi, malati, bambini. La guerra genera terrore in Ucraina, sgomento in chi la osserva da lontano sugli schermi televisivi,:

La pax europea si e’ brutalmente interrotta. La Russia ha chiuso le porte alla diplomazia e si e’ lanciata in una impresa bellica di cui si fatica a capire o ad accettare gli obiettivi.

Da ieri le domande che ci facciamo sono brutali. Viviamo l’angoscia di non avere risposte soprattutto per i più giovani  che abbiamo cercato in questi anni di educare alla pace. Dove si fermera’ Putin? Quante vittime costera’ il conflitto? Quando le sanzioni potranno piegare il moloch bellico, se potranno farlo? Quali ricadute avranno sulla economia italiana e di tanti altri Paesi europei.

A che servono oggi la Dichiarazione universale dei diritti umani, gli organismi dell’Onu,  la Dichiarazione sul Diritto dei Popoli alla Pace  approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite con la risoluzione 39/11 del 12 novembre 1984..

Dopo l’era Covid il mondo sarà chiamato di nuovo, come in tanti momenti tragici del passato,  a fare i conti con l’arroganza del più forte, con i diritti vantati dagli autocrati di turno?

Dalia Bighinati

 

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