Danni agricoltura, appello Confagri alle assicurazioni: “Fate presto”

“Nelle nostre campagne la situazione è disastrosa e quest’annata sarà ricordata, in particolare per la frutticoltura, come la peggiore di sempre!” E’ il Presidente di Confagricoltura Ferrara, Gianluca Vertuani, ad affermarlo. “Gli sbalzi termici che hanno interessato l’intero territorio ferrarese la scorsa primavera, hanno arrecato una eccezionale cascola di frutticini, determinando una perdita di produzione frutticola variabile tra il 30 ed il 90%; notevoli i danni anche per le orticole, bietole e cereali, riso compreso.

Poi avversità atmosferiche sempre più estreme si sono susseguite, colpendo molte zone del nostro territorio; i danni da cimice, vero e proprio flagello la cui presenza è divenuta endemica, ed infine la maculatura bruna, malattia fungina che colpisce il frutto principe della nostra provincia, ovvero la pera, che non è più possibile proteggere da tale fitopatia a seguito della messa al bando dell’unico agrofarmaco in grado di contrastarla: il Tmtd.

Queste aziende quest’anno non faranno reddito e necessitano di sostegni che Confagricoltura ha provveduto con insistenza a richiedere alle Istituzioni competenti. Un aiuto in questo senso può arrivare anche dalle compagnie assicurative – sostiene Vertuani – ed è per questo che lancio un appello affinché si faccia tutto quanto possibile per rimborsare in tempi brevi i danni provocati dagli eventi climatici, alle aziende che hanno provveduto a stipulare apposite polizze a copertura di tali eventi. Infatti ci sono molte aziende che hanno grossi problemi di liquidità e che rischiano di non riuscire ad onorare i propri impegni con fornitori e dipendenti.

La terribile situazione che sta affliggendo la nostra agricoltura, rischia di far chiudere tantissime aziende, con conseguenti cospicue perdite di posti di lavoro, ecco perché quello che stiamo vivendo non deve essere considerato un problema solo degli agricoltori – conclude il Presidente di Confagricoltura Ferrara – bensì dell’intera comunità, perché rischia di diventare una vera e propria piaga sociale”.

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