‘Dantedì’: da Unife l’unica Commedia nata dal confronto con 580 manoscritti

Dieci anni di lavoro e ricerche, dal 2007 al 2017, il confronto con quasi 600 copie manoscritte esistenti e una preziosa e paziente opera di ricostruzione di uno dei testi più famosi della letteratura mondiale: la Commedia di Dante. Arriva nell’anno del settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta, una nuova edizione critica, unica nel suo genere, di uno dei testi più famosi di tutti i tempi. A realizzarla, l’équipe di filologi coordinata dal Professor Paolo Trovato, docente di filologia italiana del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, tra i principali esperti al mondo sulla Divina Commedia. Prima dell’estate verrà stampata la cantica dell’Inferno, unitamente a un volume di introduzione in cui i filologi descrivono la complessa metodologia impiegata. Le cantiche del Purgatorio e del Paradiso sono attese invece entro il 2023.

L’opera del team guidato dal filologo di Unife rappresenta un’impresa mai tentata prima, come spiega Trovato: “Quando abbiamo tra le mani un testo antico, con pochissime eccezioni, non è mai l’opera originale scritta di pugno dall’autore. Si tratta invece di una ricostruzione svolta a partire da copie manoscritte. Questo vale anche per la Divina Commedia. Per realizzare la nostra edizione abbiamo utilizzato il metodo di ricostruzione dei testi più raffinato oggi disponibile, il cosiddetto metodo di Lachmann o meglio la sua variante più aggiornata, il neolachmannismo. Tale procedura prevede, per cominciare, che si confrontino tutte le copie esistenti con una copia antica scelta come riferimento. Noi siamo stati gli unici che hanno confrontato i 580 manoscritti non frammentari, non su tutti i 14.233 versi, ma su un campione significativo di 630 versi”, prosegue il Professor Trovato.

Grazie a questo lavoro, l’équipe Unife è riuscita a individuare i capostipiti, ovvero gli undici manoscritti complessivamente più vicini al testo originale.

“L’edizione della Commedia – spiega Trovato – può essere considerata la sfida più complessa di tutte le filologie moderne. Non esiste nella letteratura francese inglese o tedesca un testo che abbia avuto una diffusione così ampia come quello dantesco. In un’epoca di analfabetismo diffuso quale il medioevo, l’idea di Dante che racconta di essere stato all’Inferno, in Purgatorio, in Paradiso e di avere incontrato tanti VIP (politici, papi, mogli e figlie di potenti) che erano appena morti, ha avuto un impatto straordinario, creando un enorme interesse per la lettura di testi in volgare. Ad oggi, le copie conservate della Commedia sono 580 manoscritti integrali e 200 frammenti costituiti da due o quattro pagine ciascuno. Secondo una stima effettuata su mia richiesta dal Professor Vincenzo Guidi, ora direttore del Dipartimento di Fisica e di Scienze della Terra di Unife, si deve pensare che le copie realmente esistite dovessero essere non meno di 6 o 7 mila, illustra Trovato.”

Scoperta significativa che la nuova edizione critica dell’opera dantesca ha evidenziato, è che i manoscritti più importanti sono stati quelli settentrionali, svalutando così quelli fiorentini, tanto più numerosi e in qualche caso antichissimi. “Sembra paradossale, ma non va dimenticato che Dante fu esiliato nel 1302 e, dopo molti spostamenti (Casentino, Verona, Bologna, Verona…), morì a Ravenna senza mai tornare a Firenze (se vi fosse ritornato sarebbe stato giustiziato). Firenze, già pochi anni dopo la morte di Dante, divenne un centro di irradiazione, di produzione in serie della Commedia. Un solo copista fiorentino di cui si conservano più di venti Commedie probabilmente copiò cento volte la Commedia, che non è proprio uno scherzo, si stima infatti che occorressero almeno tre mesi per singola copia. Ma non c’è dubbio che i manoscritti cosiddetti settentrionali (per la precisione emiliano-romagnoli e per lo più bolognesi) siano più vicini dei fiorentini all’originale perduto”, continua Trovato.

Quella del gruppo di lavoro del Professor Trovato è ormai una tradizione di ricerche consolidata. Il gruppo prosegue, spostandola sul piano della critica testuale, la tradizione di studio e analisi delle grandi opere della tradizione italiana iniziata all’interno dell’Università di Ferrara dal Professor Walter Moretti. Il nuovo lavoro di critica dantesca ha visto inoltre la collaborazione di tante studentesse e studenti Unife.

 

 

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