Caso Bergamini, legale famiglia: “Il corpo di Denis parla ancora”

  • AGGIORNAMENTO Martedì 11 luglio ore 19
Fabio Anselmo, legale famiglia Bergamini

Il corpo di Denis Bergamini dopo 28 anni parla ancora.

A dirlo è il legale che rappresenta la familgia del calciatore, Fabio Anselmo, dopo la lunga notte in cui si è svolta la nuova autopsia sul copro di Denis Bergamini morto 28 anni fa.

Dopo la riesumazione avvenuta ieri, nel cimitero di Boccaleone, infatti un’equipe di medici anatomopatologi per tuta la notte ha effettuato gli esami sul corpo del giovane calciatore argentano, punta di diamante dell’allora Cosenza Calcio che fu trovato morto sulla Statale Jonica, all’altezza di Roseto Capo Spulico.

Suicidio, decretarono allora i giudici e dopo due archiviazioni il gip del Tribunale di Castrovillari, Teresa Riggio recentemente ha invece disposto la riesumazione del cadavere. E così ieri pomeriggio la bara con il corpo di Denis è stata di nuovo portata alla luce e questa notte un pool di esperti, c’erano anche i periti nominati dalla famiglia Bergamini, Crisci e Di Nunzio, oltre a quelli della procura e del gip, e due carabinieri del Ris, hanno di nuovo analizzato quel che è rimasto del copro del giovane calciatore, morto a 27 anni il 18 novembre del 1989.

Dai primi riscontri emerge già una incongruenza con quanto venne accertato 27 anni fa. Allora i medici dissero che il corpo di Denis presentava lesioni sulla parte destra del corpo, ma dopo questa notte le lesioni, e profonde, sarebbero invece state riscontrate sulla parte sinistra. Non solo. Il capo di Denis Bergamini presenterebbe delle lesioni altrettanto profonde, compatibili con un taglio profondo del capo. Un esame i cui esiti saranno presentati fra qualche tempo. I medici della procura e del tribunale infatti dovranno fare una lunga e dettagliata relazione per i magistrati.

Per tutta la notte la sorella di Denis, Donata, è rimasta fianco a fianco degli esperti per vedere come si svolgevano gli esami. Analisi che questa volta forse porteranno alla verità sulla morte dell’ex calciatore. Oggi infatti i pm ipotizzano che si tratti di omicidio e per questo sono indagati la sua ex fidanzata calabrese, Isabella Internò e l’autista del camion che disse si aver visto Denis buttarsi sotto le sue ruote: Raffaele Pisano. “Quello che è stato fatto questa notte – dichiara Donata Bergamini – si sarebbe dovuto fare 28 anni fa”.

  • Lunedì 10 luglio ore 19
Donato Bergamini
Donato ‘Denis’ Bergamini

Giornata molto importante e molto attesa, oggi, dalla famiglia di Denis Bergamini, il calciatore argentano morto nel 1989 in circostanze mai del tutto chiarite. Alle 17.30 di oggi pomeriggio sono iniziate le operazioni per la riesumazione della salma, le quali potrebbero durare diverse ore.

A breve, si potrebbe capire, dopo 28 anni, cosa successe realmente quella notte in provincia di Cosenza.

Un’operazione dolorosa ma che potrebbe ridare speranza alla famiglia di Denis Bergamini, in particolare alla sorella, Donata, che da tantissimi anni sta lottando per la ricerca della verità sulla morte del fratello e che non ha mai creduto all’ipotesi del suicidio.

La salma del calciatore che morì a 27 anni, in circostanze misteriose, il 19 novembre del 1989 a Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza, è stata riesumata nel cimitero di Boccaleone di Argenta e sarà esaminata con strumenti di ultima generazione nell’ospedale Sant’Anna di Ferrara.

denis-bergamini veritàSi tenterà di avvicinarsi alla verità sulla morte di Denis, che in un primo tempo fu imputata a un suicidio avvenuto gettandosi sotto il camion al chilometro 40 della strada statale Jonica. La riesumazione è stata decisa, a fine giugno, dal Tribunale di Castrovillari.

I periti sono stati nominati dal gip del comune nel cosentino, ma anche dall’avvocato ferrarese Fabio Anselmo, difensore della famiglia Bergamini, e dal legale difensore di Isabella Internò, ex fidanzata di Denis e al momento una delle due persone indagate per omicidio. Nessun perito, invece, è stato nominato dai legali dell’altro indagato, Raffaele Pisano, l’autista del tir che avrebbe investito il calciatore argentano del Cosenza Calcio.

Una possibile svolta di questo caso irrisolto è attesa dopo i risultati degli esami sulla salma, i quali dovrebbero rappresentare un passo importante per l’indagine dopo la riapertura del caso. I consulenti dovrebbero avere 120 giorni, circa 4 mesi, per rispondere alle domande peritali.

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