DESPAR 4 TORRI: Kaša non vede l’ora di tornare in campo

Il trascinatore del quintetto granata pronto per guidare i suoi compagni all’ormai prossima ripresa del campionato

Approdato all’ombra del Castello Estense all’inizio del settembre scorso, Jakub Kaša si è rivelato il vero trascinatore di cui la Despar 4 Torri aveva bisogno. Dopo aver giocato nella natia Repubblica Ceca, e poi in Slovacchia, Germania e Spagna, Kaša è arrivato in Italia e in poco tempo ha preso per mano i granata, grazie all’esperienza accumulata in giro per l’Europa, e li ha condotti ai vertici della classifica del Girone A di C Silver emiliano-romagnola. Un vero uomo-squadra, dunque, che però si è tolto anche lo sfizio personale di scalare la classifica marcatori, di cui è rimasto il leader fino alla giornata di ripresa del campionato, quando, con lo stop forzato della Despar per Covid, Simone Parmeggiani dell’Anzola Basket ha potuto scalzarlo dalla vetta. Adesso la 4 Torri, dopo una lunga sosta, è pronta a tornare sul parquet, sapendo di poter contare sulle giocate del proprio numero 55 e confermare quanto di buon fatto vedere fino a questo momento.
Dopo un naturale momento di difficoltà iniziale, sei tra i migliori marcatori del girone.
«All’inizio della stagione per me è stato tutto molto difficile, perché sono arrivato in un nuovo paese, in una nuova città e in una nuova squadra. Ho avuto bisogno di un po’ di tempo per abituarmi, ma dopo qualche partita ho iniziato a giocare bene. Mi sono ambientato con i compagni, abbiamo cominciato a giocare tutti insieme, e per questo motivo sono tra i migliori realizzatori, perché lavoro per la squadra».
Quali sono le differenze con gli altri campionati in cui hai giocato?
«Ho giocato in cinque paesi in Europa. La grande differenza con il campionato italiano è nella componente fisica e tattica. È la mia prima esperienza in Italia, e me la sto gustando fino in fondo, perché sto facendo il mio lavoro e mi diverto».
Dopo una lunghissima pausa si torna finalmente in campo.
«Sono state le vacanze natalizie più lunghe che abbia mai fatto nella mia carriera, ma capisco la situazione in Italia e nel mondo a causa del Covid. Noi come giocatori dobbiamo essere pronti al rientro in campo e alla ripresa del campionato».

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