DI MICHELE: “Il rispetto delle regole imposto dal ju jitsu”

Per l’atleta cintura nera, originario della Sicilia, un amore nato a prima vista

“Il Ju Jitsu – per me – rappresenta uno stile di vita, fondato sul rispetto delle regole e del prossimo. Questa disciplina ti “dona” consapevolezza che solo attraverso la costanza, l’impegno e il sacrificio puoi superare i tuoi limiti e raggiungere qualsiasi obiettivo”. Fabrizio Di Michele, classe 1994, è cintura nera secondo DAN. Dopo aver giocato per un breve periodo a calcio, era subentrata la volontà – insieme alla sua famiglia – di voler cambiare sport. “Avevo provato varie discipline”, le sue parole, “fino a quando i miei genitori – nel 2003 – mi avevano portato in una palestra vicino casa per provare questa meravigliosa arte marziale. Il risultato? Amore a prima vista per il tatami: il Ju Jitsu ha accompagnato la mia infanzia e ancora adesso continua ad essere parte essenziale nel mio percorso di vita”. Una carriera, quella di Fabrizio, che parla da sola: le prime gare provinciali, regionali fino ad arrivare – gradualmente – alla partecipazione a numerosi Campionati Italiani e Trofei Nazionali ed Internazionali. Nel 2011 la convocazione nella Nazionale Italiana di Ju Jitsu e la relativa partecipazione – sempre nello stesso anno – ai Campionati Mondiali di Gent (in Belgio), classificandosi al secondo posto nella specialità Duo System in coppia con Giada Anzalone, la sua storica compagna di materassina. Nel 2012 la conquista della medaglia di bronzo ai Campionati Europei di Genova. “Quelle medaglie sono state il coronamento di un sogno il cui percorso è iniziato parecchi anni prima con non poche difficoltà. Il tutto è avvenuto sotto la giuda attenta e fondamentale del Maestro Sergio Anzalone della Katana Ryu Club di Palermo, la mia prima società sportiva per cui nutro profonda riconoscenza, che mi ha cresciuto e guidato fuori e dentro il tatami…..permettendomi di raggiungere risultati straordinari”. Nel 2013 l’inizio della carriera militare, abbandonando (momentaneamente) quella sportiva per 3 anni. “Nel 2016 il mio trasferimento da Palermo (città in cui sono nato e cresciuto) a Finale Emilia, dove attualmente faccio servizio come Carabiniere. Nello stesso anno il ritorno sul tatami, accolto a braccia aperte dal Maestro Linda Ragazzi e da tutto il C.S.R. Ju Jitsu Finale Emilia verso cui sarò sempre grato”. Ed i risultati non sono tardati a ritornare. “Nel 2018 – alla Ju Jitsu Word Cup riservata alle Forze di Polizia – sono arrivati traguardi prestigiosi: un primo posto nella categoria Duo System Mix in coppia con Linda Ragazzi e un terzo posto nella specialità Ne-Waza”. Le persone più significative in ambito sportivo? “Linda Ragazzi che ringrazio infinitamente per il suo grandissimo supporto: per me rappresenta ancora adesso un punto di riferimento fondamentale – a livello tecnico e umano – grazie alla sua consolidata esperienza….sia come Atleta che come Allenatrice. Mi reputo fortunato perchè, oltre ai miei Maestri e compagni di allenamento, ho sempre avuto anche il sostegno ed il supporto – in primis – della mia famiglia e della mia ragazza”. Davvero speciale una riflessione. “Attraverso lo sport è possibile apprendere una serie di valori indispensabili per la crescita personale e collettiva; inoltre aiuta a migliorare la conoscenza di noi stessi e a superare i limiti, plasmando il carattere. Devo molto allo sport: tutto ciò che ho imparato dalle esperienze vissute mi seve per andare avanti nella vita di ogni giorno”. La conclusione rispecchia tutto il valore e la forza di Fabrizio Di Michele. “Credete sempre in voi stessi, anche quando la vita vi mette davanti a delle difficoltà: sfruttatele e guardate sempre oltre, senza mai mollare”.

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