Diatriba progetto ampliamento Diamanti: intervengono gli architetti

Sul dibattito di questi giorni inerenti il progetto di Palazzo dei Diamanti, arriva anche la posizione della Federazione Architetti Emilia Romagna e dell’Ordine ferrarese.

“Perché 70 gruppi, composti da una media di sei studi/società di ingegneria, che hanno coinvolto tra progettisti architettonici, strutturali, esperti paesaggisti, consulenti, non meno di duemila figure professionali, si sono voluti confrontare con il concorso per l’ampliamento della galleria moderna del Palazzo dei Diamanti di Ferrara? Perché finalmente a Ferrara si è perseguito un percorso virtuoso per l’architettura contemporanea, per la città e per la valorizzazione del costruito. Un concorso di progettazione, non una gara, non una richiesta di offerta economicamente più vantaggiosa, ma una sfida impegnativa e ben delineata nei contenuti e nelle richieste, su un tema di Restauro tutto italiano come il rapporto “antico-nuovo”. Perché a dire il vero il concorso chiedeva un ampliamento, non un restyling, non l’intervento diretto sul”palazzo”, non l’antico splendore, ma un padiglione che potesse garantire al sistema museale di arte moderna i necessari spazi per continuare ad essere punto di riferimento europeo, ridando dignità e “uso” ad un’area esterna, il giardino, depauperata di valore e del significato di bene comune. Un tema impegnativo e importante, a cui solo un concorso di progettazione in due fasi poteva dare risposta.

L’Ordine degli Architetti di Ferrara, e tutta la Federazione degli Architetti della Regione Emilia Romagna, sostiene il dibattito consapevole e competente, credendo nella capacità delle architetture di stratificarsi per continuare a vivere e nella capacità dei tecnici professionisti di individuare soluzioni appropriate e rispondere ai bisogni che il vivere urbano pone in costante mutamento, per questo motivo sosteniamo che il concorso di progettazione sia uno strumento indispensabile per la trasformazione urbana.

Certo nessuno, né tantomeno l’ Ordine degli Architetti, può affermare che il vincitore, si perché nei concorsi c’è un vincitore, sia quello che ha proposto la soluzione più bella, concetto soggettivo come tutte le analisi di questi giorni, ma sicuramente è quello che ha interpretato al meglio le esigenze poste dalla giuria, tra l’altro di altissimo livello.

Come rappresentanti della comunità degli Architetti dell’Emilia Romagna certi che una società democratica si riconosce proprio nell’accettare le regole, che tutti contribuiscono a realizzare, anche quando non si è d’accordo, anche quando “io l’avrei saputo fare meglio”, anche quando “io non lo avrei mai fatto”, esprimiamo la nostra consapevolezza che sarebbe un grande errore evitare di realizzare l’opera vincitrice del concorso, perché la strada intrapresa nel febbraio 2017 non persegue la banalità, ma la qualità. Auspichiamo inoltre che il dibattito sia ancora maggiore, ma il giorno dopo l’inaugurazione del nuovo Palazzo dei Diamanti, in modo che tutti possano esprimersi, anche criticamente, ma solo dopo aver percorso un nuovo spazio della città”

Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Ferrara Federazione Regionale degli Architetti Emilia Romagna

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *