Dibattito via web sulla cultura a Ferrara

 Sono tre i documenti, lettera aperta, petizione, commento individuale, che  intervengono sulle politiche culturali di questa amministrazione.  Sono di segno e contenuto  molto diverso, ma danno voce al disagio che circola in città anche in seguito alle recenti vicende del Teatro Comunale Abbado.

A dare il via al confronto di opinioni  e’ stata una lettera aperta pubblicata sul quotidiano on line Ferrara Italia martedì 2 Febbraio, con un appello sottoscritto da ca. 350  operatori della cultura contro la politica culturale della Giunta cittadina.

L’appello, rivolto al ministro Franceschini – nonostante, dice la lettera,  il momento critico nazionale, al presidente Unesco Bernabè e all’assessore regionale Felicori denuncia come deplorevole il biennio che l’assessorato alla cultura, eterodiretto da Vittorio Sgarbi, sta conducendo a Ferrara.

I firmatari, operatori culturali, bibliotecari, guide turistiche, insegnanti, librai, docenti universitari, musicisti, scrittori, cooperatori, artisti, editori indipendenti, ricercatori, attivisti di associazioni di volontariato e di promozione sociale si dicono  stanchi di una politica fatta di tanti annunci roboanti e poca sostanza, preoccupati del fatto che la mancanza totale di prospettive e progettualità dei  primi diciotto mesi dell’assessore Marco Gulinelli comporta l’assenza di una prospettiva di rilancio sul piano turistico del patrimonio monumentale e museale cittadino.

Nello specifico la denuncia riguarda la mala gestione del Teatro Comunale, un bene culturale patrimonio di tutti. Il centro cittadino occupato dal traffico, le mancate risposte alle petizioni dei cittadini sulle conseguenze ambientali, turistiche  e sanitarie della circolazione  selvaggia, il silenzio sul ricollocamento del Museo del Risorgimento e della Resistenza, le “feroci” provocazioni sulla stampa locale di Vittorio Sgarbi, presidente di Ferrara Arte,  che ha annunciato  l’organizzazione di una mostra celebrativa del gerarca fascista Italo Balbo e invitato il sindaco a dedicare una via alla memoria dello stesso. Provocazioni, peraltro  cadute nel vuoto. Una dettagliatissima denuncia che si conclude chiedendo ai tre destinatari “una maggiore attenzione verso ciò che sta avvenendo a Ferrara, città patrimonio dell’umanità che non merita di essere trattata come il feudo personale di qualcuno e, soprattutto, di vedere irrimediabilmente degradato il suo tessuto urbano e monumentale”.

Suona come risposta a questo appello,  la petizione lanciata su change.org, , mercoledì3 febbraio, da Nino Ippolito, giornalista e addetto stampa dell’onorevole Sgarbi,  che chiede  di sottoscrivere la grande ripresa della cultura a Ferrara alla riapertura dei musei , sottolineando come il trionfo dei 70.000 visitatori della mostra di Banksy e l’attenzione riservata, pur con le limitazioni della pandemia, alla mostra di Antonio Ligabue a Palazzo dei Diamanti,  abbiano fatto registrare a Ferrara un fermento inedito per la città per l’impegno dell’assessorato alla cultura diretto da Marco Gulinelli e la costante presenza di Vittorio Sgarbi. La petizione elenca “pur nei tempi difficilissimi e con le chiusure prevalenti, la riapertura con un sistema d’illuminazione innovativo del “ salone dei mesi”  di Schifanoia, la grande mostra di Gaetano Previati al Castello Estense per il centenario della morte dell’artista, le presenze di Riccardo Muti e Maurizio Pollini al Teatro Comunale, quindi passa a ricordare il coordinamento operato da Sgarbi delle Fondazioni di “Ferrara Musica”, “Ferrara Teatro” e “Ferrara Arte”, suggerendo all’amministrazione, caso unico in Italia, grandi personalità del cinema e del teatro: il Direttore Moni Ovadia, il Consiglio di amministrazione presieduto da Michele Placido con Ferzan Ozpetek e Pietrangelo Buttafuoco.

Un nuovo corso, che la petizione chiede di sostenere,  che pone la città  al centro del dibattito culturale nazionale nei diversi settori, con la enciclopedica mostra sui 180 anni della fotografia, le mostre dei grandi artisti ferraresi Giovanni Battista Crema ed Arrigo Minerbi, la programmazione di regie di Roberto Andò ( “Piazza degli Eroi” di Thomas Berhard) e di Pier Luigi Pizzi ( “Orfeo di Monteverdi”).

 

Di ieri anche la lettera su Ferrara Italia del maestro Giorgio Fabbri, che accusa di “atteggiamento manicheo fondato su pregiudizi di natura ideologica” gli operatori culturali autori della lettera – appello, definiti da Fabbri “sedicenti “illuminati” che pretendono di avere il monopolio delle scelte culturali. “Il biennio citato presenta – scrive Fabbri – luci e ombre, ma “giudicarlo al 100% “deplorevole ” gli sembra” francamente esagerato”.

D.B.

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