Dimissioni Arquà: domani la surroga in Consiglio comunale – VIDEO

Le dimissioni di Rossella Arquà, consigliera leghista in consiglio Comunale a Ferrara, eletta due anni fa con  nomina del 27 giugno 2019, non solo diventano un caso politico, per le interrogazioni di almeno quattro parlamentari alla Ministra Lamorgese,  ma potrebbero diventare uno spinoso caso giudiziario, dopo che la consigliera ha dichiarato di voler ritirare le dimissioni, che il suo avvocato, il legale Fabio Anselmo, considera prese dal Presidente del Consiglio comunale, Lorenzo Poltronieri, con una procedura che non ha precedenti e totalmente fuori dalla norma che impone che le dimissioni vengano presentate personalmente o se “non presentate personalmente, siano autenticate ed inoltrate al protocollo per il tramite di persona delegata con atto autenticato in data non anteriore a cinque giorni”. 

Sulla vicenda delle lettere minatorie, inviate al vicesindaco di Ferrara Nicola Lodi, si infittisce l’atmosfera da romanzo d’appendice, con colpi di scena che tengono alta l’attenzione non solo dei ferraresi, ma hanno finito per attirare anche quella di alcuni parlamentari, che negli ultimi due giorni hanno scritto e presentato interrogazioni alla ministra dell’Interno Luciana Lamorgese chiedendo  di considerare nulle le dimissioni della consigliera leghista Rossella Arquà, iscritta nel registro degli indagati  dalla PM, Isabella Cavallari, dopo circa sessanta giorni di indagini sul caso condotte, ma non ancora concluse, dalla Digos.

Tre le ipotesi di reato contestate:  minacce aggravate, procurato allarme e simulazione di reato. Nel frattempo Rossella Arqua si è dimessa con una procedura contestatissima dal suo legale, avvocato Fabio Anselmo, e messa in discussione dagli stessi parlamentari, che ne chiedono l’annullamento. Ma qui arrivano gli altri colpi di scena: Rossella Arqua che già la settimana scorsa ha presentato formale diffida  nei confronti del Consiglio comunale a dare avvio alla procedura di surroga nei suoi confronti , è già stata depennata dalla lista dei consiglieri leghisti tant’è che oggi alla pagina web del consiglio comunale sul sito del Comune di Ferrara il suo nome non compare più: terzo, non trascurabile, colpo di scena: in conferenza stampa, nello studio del suo avvocato,  la stessa Arquà ha dichiarato di non avere scritto di sua volontà le missive incriminate. Tutto questo mentre il vicesindaco Nicola Lodi la definisce, a quanto scrivono i giornali, come un soggetto pericoloso e che per tutelare se stesso e la sua famiglia, ne chiederà all’autorità competente misure restrittive.

 

Nell’attesa di vedere che cosa succederà nel  consiglio comunale di domani, e dello scontro politico fra Lega e forse intera maggioranza da un lato e i gruppi dell’opposizione dall’altro, i quali hanno annunciato di non votare la surroga  e che comunque avevano già presentato un esposto al Prefetto di Ferrara e al Ministro degli Interni per chiedere se non sussistano le condizioni per commissariare il Comune  alla luce del clima generato dalle lettere minatorie con proiettili, abbiamo sentito il  legale della Arquà avvocato Fabio Anselmo, che così descrive al telefono  le modalità con cui sono state prese dal presidente del Consiglio Comunale le dimissioni dell’Arquà.

 

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