Dipendenti Carife, nuova fumata nera sul contratto – VIDEO

La trattativa sugli stipendi dei dipendenti Carife si fa sempre più aspra, ma non raggiunge risultati tangibili: ieri si è svolto un altro round tra i vertici di Nuova Carife e le rappresentanze sindacali.

Era presente anche rappresentanti dei vertici della Banca Popolare dell’Emilia Romagna, ma solo in veste di osservatori.

 

 

In discussione ci sono una serie di voci dello stipendio. L’azienda, dal 31 marzo scorso, ha deciso di cancellarle perché le considera parte integrante del contratto integrativo interno, che è stato disdetto. I sindacati – ma anche i dipendenti – le considerano voci ‘storiche’, acquisite ormai da molti anni, provenienti in gran parte dalla vecchia contrattazione nazionale delle Casse di Risparmio. Il danno, per i dipendenti, può arrivare anche ad alcune migliaia di euro l’anno, a seconda dell’anzianità e della posizione.

L’incontro sindacale di ieri, nonostante una manifestazione a supporto organizzata davanti alla sede di Carife da una 50ina di dipendenti, non ha sortito effetti: l’azienda propone solo il ripristino parziale delle voci di stipendio in discussione, e comunque non intende retrocedere sulla disdetta del contratto integrativo.

I sindacati hanno anche chiesto di avviare un confronto sulla futura integrazione, anche dal punto di vista contrattuale, dei dipendenti di Nuova Carife nella Banca Popolare dell’Emilia Romagna: in fin dei conti, proprio il direttore generale di BPER, ai microfoni di Telestense, aveva lanciato alcuni giorni fa segnali positivi in questo senso.

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