Dipendenti Carife: tagli agli stipendi

“Su Carife stiamo già lavorando”, ha detto il 30 marzo scorso l’amministratore delegato della Banca Popolare dell’Emilia Romagna Alessandro Vandelli, facendo presagire un rapido avanzamento delle procedure burocratiche e amministrative necessarie a rendere effettivo l’acquisto della banca di Ferrara da parte di Bper, secondo l’accordo raggiunto e firmato un mese fa.

“Noi ci auguriamo che si possa fare presto e bene perché’ prima si fa, prima si riesce a intervenire sulla banca e si riesce a rimettere in moto le attività’ di relazione con la clientela’, ha concluso Vandelli.

Nel frattempo, tuttavia, nuovi problemi vengono a galla, e uno di questi è lo stipendio dei dipendenti. Carife dal 31 marzo ha annunciato la decisione di non conteggiare più in busta paga alcune voci dello stipendio che alcuni dipendenti percepiscono ormai da oltre vent’anni, che ammontano a importi tra i mille e gli ottomila euro l’anno a seconda delle diverse posizioni lavorative e dlele diverse situazioni personali, e che provengono da accordi sindacali stipulati addirittura con la vecchia Associazione delle Casse di Risparmio Italiane. “Non sono premi né privilegi, ma voci della retribuzione del tutto legittime e consolidate; inoltre, pur essendo richiamate nel contratto integrativo di Carife, sono in realtà il risultato di una contrattazione collettiva nazionale – spiega Antonella Losenno, rappresentante sidnacale della UIL Credito e Assicurazioni – Per questo, conclude, è sbagliato cancellarle”.

Ora, 400 dipendenti di Carife hanno presentato circa 700 diffide personali contro la decisione della Banca, e non si escludono, dopo l’assemblea del personale dello scorso 30 marzo, iniziative di mobilitazione. Da parte sindacale si lamenta la manca di un canale di comunicazione o di una trattativa con chi subentrerà nella proprietà di Carife, cioè con la Banca Popolare dell’Emilia Romagna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *