Dipingere gli affetti: 54 tele inedite di artisti ferraresi tra Cinque e Settecento

L’arte per l’arte – Dipingere gli affetti: la pittura sacra a Ferrara tra Cinque e Settecento

Un viaggio nel tempo affascinante e sorprendente , quello che ci propone la mostra intitolata “Dipingere gli affetti”, inaugurata oggi in Castello Estense.
Nuovo percorso espositivo all’interno del Castello Estense, che all’interno del progetto “L’’arte per l’arte”, promosso dal Comune di Ferrara, in collaborazione con la Provincia e la Fondazione Ferrara Arte, ci mostra un inedito patrimonio storico e artistico della città, vale a dire 54 tele della quadreria di proprietà dell’ASP, Centro Servizi alla Persona di Ferrara, Masi Torello e Voghiera, depositata presso i Musei di Arte Antica

Sono 54 tele dipinte fra Cinquecento e Settecento, che appartengono, come ha detto Angela Alvisi presidente ASP Ferrara, alla città, in quanto sono frutto dei lasciti di famiglie nobili e borghesi agli Istituti di Opere Pie. Rappresentano uno spaccato inedito dell’arte sacra ferrarese e testimoniano la sensibilità verso la parte più disagiata della popolazione della Ferrara ricca e potente dell’epoca, che va dalla fine del Ducato Estense al governo dei cardinali legati.
Opera di maestri ferraresi, noti e meno noti, ci raccontano come la religione si servisse di un’arte fortemente emotiva nei soggetti, nei colori, nelle forme, per indurre alla fede e inculcare buoni sentimenti nell’osservatore.
Le tappe di questo itinerario ci condurranno da Ippolito Scarsella detto Scarsellino e Carlo Bononi, ancora classicheggianti, al manierismo di Giuseppe Mazzuoli detto il Bastarolo. Fino all’enigmatico Giuseppe Caletti, curiosa figura di artista maledetto operante nella prima metà del Seicento.

 

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