Direttore “Ferrara Holding”: la replica di Tagliani

Comune di Ferrara

Il sindaco Tagliani difende la decisione di bandire un concorso per la nomina di un nuovo direttore generale alla Holding Ferrara Servizi, la società a cui fanno capo le partecipate del comune di Ferrara: Farmacie Comunali, Acosea impianti e così via.

L’intervento di Tagliani arriva nel giorno in cui approda, in Consiglio comunale, un ordine del giorno di Forza Italia in cui la decisione di nominare il direttore generale viene bollata come potenziale spreco di denaro pubblico. 80mila euro l’anno, un costo che si potrebbe evitare, avevano detto nelle scorse settimane gli autori dell’ordine del giorno, visto che per lungo tempo le funzioni del direttore generale erano state svolte dall’amministratore unico, vale a dire Paolo Paramucchi.

“Una situazione transitoria, dice Tagliani nella propria lunga risposta, che non è più sostenibile: nel 2011 l’allora direttore generale della holding, (cioè Giovani Lenzerini NdR), si mise in aspettativa per divenire dirigente comunale. L’amministratore unico assunse anche le funzioni di direttore generale: ma già nel 2014 le due funzioni furono nuovamente scisse, con Paramucchi a are il direttore e il giovane economista Badia a fare da amministratore unico.

In realtà, secondo Tagliani, la costituzione della Holding ha già permesso un importante riduzione di costi: nel 2008 ogni società comunale aveva un Cda, e i consiglieri erano 21, per 400mila euro l’anno di spese; ora i consiglieri di amministrazione sono 3, il costo si è ridotto a 120mila euro. I dirigenti, inoltre, sono passati da 9 a 6. A fonte di questi dati, la holding trasferisce al Comune 16 mlioni di euro l’anno.

Nel proprio intervento Tagliani non affronta invece il problema dei criteri adottati nel bando per la scelta del nuovo direttore generale: in sostanza, basta un diploma, non è richiesta la laurea, avevano sottolineato i consiglieri di Forza Italia. A questo tema Taglinai aveva già dato una propria risposta: il bando è a norma, se Forza Italia ha candidati da proporre lo faccia. E comunque Paolo Paramucchi, che appunto è ragioniere, ha lavorato bene.

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