Diritti LGBT: l’Italia deve decidere da che parte stare in Europa

Il 17 maggio dovrebbe essere stata l’occasione per l’Italia di interrogarsi sul percorso avviato in questi anni, per arrivare a riconoscere parità di diritti a tutti i cittadini, o decidere – rifiutando il DDL Zan, ancora in attesa al Senato – se vuole stare dalla parte di chi, come Polonia e Ungheria, non accetta di riconoscere i diritti delle persone omosessuali, lesbiche, transessuali.

Secondo Manuela Macario del direttivo provinciale di Arcigay, “Il Paese si muove a due velocità, chi frena fra i politici nostrani – dice – sembra ignorare che le nuove generazioni sono molto più avanti di loro”.

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